All’Hangar-7 di Salisburgo la rassegna “Una forza del passato”

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Hangar-7, (c)Ralph Richter/Red Bull PhotofilesAll’Hangar-7 di Salisburgo dal 4 luglio al 13 settembre 2009 è in programma la rassegna Una forza del passato, con la quale viene offerta una  panoramica dell’attuale scenario artistico italiano.
Partendo da Milano, metropoli del design e dell’arte, la mostra investiga diversi approcci alla pittura e al disegno dalla Sicilia all’Alto Adige, sulla scorta di otto nuove posizioni artistiche.

L’esposizione è realizzata nell’ambito del programma artistico HangART-7, curato e diretto da Lioba Reddeker, che vede la collaborazione tra l’Hangar- 7 e il Centro di documentazione artistica basis di Vienna.

Il titolo dell’esposizione è una citazione da una lirica dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini. La pittura quale “forza del passato” evoca il mito dell’immortalità di una forma artistica soggetta a mutamenti continui. Tali mutamenti avvengono in un processo dialettico che si manifesta, da un lato, attraverso nuove tecniche, motivi, temi e personalità artistiche, dall’altro, attraverso la ripresa del passato. Questi elementi contrastanti caratterizzano la produzione artistica contemporanea in Italia dove s’incontrano Nord e Sud, industria e ruralità, design e kitsch, tradizione e ultimo grido.

Hangar-7, (c)ulrichgrill.com/Red Bull PhotofilesOtto gli artisti invitati ad esporre le loro opere.
Il milanese Alessandro Ceresoli offre visioni insolite consentendo al fruitore di spaziare tra paesaggi fantastici e antichi miti nei suoi lavori dal fondo nero. Gabriele Arruzzo crea vivaci scenari di stile fumettistico in una combinazione di elementi arcaici e spirito del tempo. I paesaggi di Valentina D’Amaro si orientano verso la natura reale, evocano alberi, cespugli e prati quali muti testimoni di un avvenimento e sono senza tempo. Diverso è il modo in cui il palermitano Francesco De Grandi costruisce i suoi paesaggi che sconfinano nel fantastico, studi pittorici che investigano spazio e luce. Quelli di Francesco Lauretta sono invece motivi antichi: gente che s’affolla su antiche strade siciliane, processioni, angeli rapiti. I lavori dell’artista romano Pietro Ruffo nascono dalla sua intensa frequentazione di luoghi e persone: nei suoi disegni egli combina motivi arcaici e interpretazioni di situazioni reali, ritrae, per esempio, i degenti di una clinica. Le opere di Sybille Trafoier reinventano il corpo, lo psicologizzano, sebbene anche la sua pittura catturi appieno la pesantezza della caducità. Nei suoi ritratti la bolognese Francesca Pizzo effettua una riduzione cromatica e tematizza una sola caratteristica dei suoi protagonisti, da lei evidenziata grazie ad un simbolo.

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