Con una mostra Trieste rende omaggio a Mila Schön

Mila e la notte. Abiti da sera di Mila Schön 1966-1993 è il titolo della mostra allestita nel Salone degli Incanti – ex Pescheria di Trieste. L’esposizione, aperta al pubblico dal 20 dicembre 2009 al 18 aprile 2010, presenta 63 abiti da sera disegnati tra il 1966 e il 1993 dalla creatrice di moda, triestina d’adozione, che ha trascorso la propria infanzia e giovinezza nel capoluogo giuliano. La città le rende omaggio a un anno dalla sua scomparsa.
Gli abiti, tutti pezzi unici, che si distinguono per la preziosità conferita dai fitti ricami in perline, paillettes e strass a coprirne l’intera superficie,  provengono dalla Brand Extension S.r.l.-Archivio Mila Schön e dalla collezione di Giorgio Schön, figlio di Mila.

La mostra si apre con i caffettani ricamati degli esordi alla metà degli anni ’60 – come quelli indossati da Lee Radziwill e Marella Caracciolo Agnelli per il Black and White Ball organizzato da Truman Capote all’Hotel Plaza di New York nel 1966, grazie ai quali vennero elette prima e terza nella Best Dressed List stilata dalla rivista “Women’s Wear Daily” – per giungere alle volumetrie degli abiti dei primi anni Novanta, omaggio a Balenciaga.

Il percorso si snoda poi tra i costumi-gioiello per il bagno di mezzanotte presentati a Capri nel 1968 e gli abiti scelti dalle dive dell’epoca, affiancati dalle creazioni ispirate agli artisti contemporanei, come Lucio Fontana, Kenneth Noland e Alexander Calder.
Non mancano nel repertorio della Schön le suggestioni catturate dall’Oriente, con gli abiti della collezione “Persepolis” – ideata in occasione delle celebrazioni per il 2500° anniversario della fondazione dell’Impero Persiano, che si svolsero a Teheran (l’antica Persepoli) nel 1971 – e quelli dedicati all’Asia presentati alla sfilata inaugurale dei Mondiali di calcio Italia ’90.
Un omaggio a New York sono le collezioni “Manhattan” del 1983, caratterizzata dall’inconfondibile skyline nero di grattacieli, e “Tiffany” del 1990-1991, i cui ricami luccicanti ripropongono lo stile dei tipici vetri multicolori dell’artista newyorchese Louis Comfort Tiffany.

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da Electa.