Roma | Memling. Rinascimento fiammingo – Mostra alle Scuderie del Quirinale

Hans Memling, Ritratto di donna (frammento), 1480-1485 circa, Olio su tavola (quercia), 23,2 x 18,4 cm, Collezione Ambasciatore J. William Middendorf II
Hans Memling, Ritratto di donna (frammento), 1480-1485 circa, Olio su tavola (quercia), 23,2 x 18,4 cm, Collezione Ambasciatore J. William Middendorf II

È dedicata ad Hans Memling, uno dei ritrattisti più capaci ed esperti del Rinascimento fiammingo, la mostra, a cura di Till-Holger Borchert, che dall’11 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 resterà aperta al pubblico a Roma, alle Scuderie del Quirinale.

L’esposizione, realizzata in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte dell’artista, riunisce i capolavori di Memling e non solo, provenienti da raccolte pubbliche e private, tra cui il Groeninge Museum di Bruges, la Royal Collection di Londra, il Museo del Louvre di Parigi nonché la Frick Collection di New York, la National Gallery of Art di Washington, il Metropolitan Museum di New York, il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona e il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.

Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni.
Nella prima sono esposti i lavori iniziali di Memling accanto a quelli del suo presunto maestro Rogier van del Weyden. Il confronto tra i due artisti aiuta a comprendere perché Memling divenne così popolare presso la committenza italiana e perché i suoi lavori erano parimenti richiesti dai clienti e dagli artisti. Tra le opere presenti in questa sezione la Deposizione di van der Weyden, il Trittico di Jan Crabbe.

La seconda sezione evoca il tema delle grandi commissioni per i committenti italiani attivi nelle Fiandre. A testimonianza di una reciproca fascinazione tra le Fiandre e l’Italia, si presenta in questa sezione una grande tavola lignea di Ignoto maestro napoletano che, nella figura di San Michele, riecheggia in modo patente la figura del Trittico del Giudizio universale di Danzica, in particolare quella dipinta sull’anta posteriore.
Memling è stato un eccellente ritrattista. Le sue opere furono modello per la ritrattistica rinascimentale tanto in Italia quanto nelle Fiandre.

La terza sezione è dedicata ai suoi ritratti messi a confronto con altri pittori a lui coevi in Belgio. Tra le opere presenti in questa sezione il Ritratto d’uomo della Frick Collection, quello della Royal Collection e ancora quello dell’Accademia di Venezia.
A conclusione di questa sezione viene presentato il monumentale Trittico per la famiglia Moreel proveniente dal Groeninge Museum di Bruges, dove le figure dei donatori dipinte sugli sportelli laterali mettono a frutto le straordinarie doti di ritrattista.

La quarta sezione è focalizzata sulla pittura di narrazione di Memling. Il pittore di Bruges è stato anticipatore di questo genere creando moltissime opere affascinanti che accrebbero la stima nei suoi confronti. La Passione di Cristo, commissionata da Tommaso Portinari ed entrata nella collezione dei Medici, oggi conservata alla Galleria Sabauda e presente in mostra, fece sì che molti pittori italiani cominciassero a trattare la pittura narrativa in modo completamente nuovo.

La quinta sezione è dedicata agli altari devozionali di committenza privata. La sezione è costituita da tre parti: la prima contiene i lavori di Memling, mentre la seconda è centrata sui pittori che a Bruges lavoravano per clienti italiani e proprio in questa parte saranno presenti alcuni tra i lavori più importanti delle collezioni italiane sottoposti a indagine scientifica per la prima volta. Nella terza parte della sezione alcune opere di Memling che recano i primi segni dell’ornamentistica rinascimentale che venne fatta propria dal nord Europa. Tra le opere presenti in questa sezione La Madonna con Bambino ed Angeli, alcune tavole recentemente scoperte provenienti dalla Spagna e il monumentale trittico di San Lorenzo della Costa.

Una specifica attenzione è dedicata alla fortuna della pittura devozionale nordica. Molti maestri italiani copiarono meticolosamente i prototipi di Memling per emulare la sua arte e anche per soddisfare le esigenze dei loro clienti italiani che erano rimasti colpiti dalle immagini devozionali del Nord Europa. In questa sezione si possono ammirare una parte del Dittico memlinghiano, ovvero il Cristo Benedicente da Genova, nonché la copia esatta che ne fece Ghirlandaio e che testimonia la presenza del quadro nella Firenze del XV secolo.

L’ultima sezione rende testimonianza delle importanti commissioni di famiglie altolocate a Memling e ai suoi contemporanei, tra cui il prestito eccezionale del Trittico di Adriaen Reins da Bruges, il Trittico della Resurrezione dal Louvre e, infine, il Trittico Pagagnotti che unisce alla tavola centrale, Madonna in trono col Bambino e due angeli proveniente dagli Uffizi, gli scomparti laterali con San Giovanni Batista e San Lorenzo, provenienti dalla National Gallery di Londra.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Skira, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica ed è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con Arthemisia Group.