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24 novembre 2006
Il Giardino del Gigante di Cento: il racconto “urbanizzato”
“Pellizzola con il Giardino del Gigante – ha sottolineato il Prof. Massimo Bignardi, docente dell’Università di Siena – ha voluto urbanizzare il racconto, renderlo, attraverso le forme, i segni, cioè il simbolico, soggetto completo ed attivo del corpo sociale, nuova figura della comunità. Ha urbanizzato il racconto per aderire al progetto della città che è proprio dell’arte, della sua storia: ciò non significa solo aver ridisegnato la prospettiva ad uno spazio destinato ad essere edificato, costruito una scena abitata da forme, allestito la sequenza cromatica, gli intrecci, la texture delle tessere ceramiche, del loro offrirsi alla luce, quanto aver ripreso il filo che lega la memoria (il giardino nasce da: “C’era una volta…”) al futuro”.
Il Giardino si avvale di un importante catalogo scientifico edito da Skira, Milano, che, attraverso un’ampia panoramica di immagini, documenta la genesi di questa monumentale opera pubblica. Per conoscere la favola che ha ispirato l’artista e per imparare a giocare con le sculture del parco è stato, inoltre, pubblicato da Siaca Editore un libro per ragazzi (“La Favola del Giardino del Gigante”) scritto dallo stesso artista insieme alle sue figlie Chiara e Francesca. Il progetto è, anche, il frutto di una collaborazione tra pubblico e privato. Promossa, infatti, dal Comune di Cento, l’opera è stata realizzata con il contributo di numerose imprese private e di sponsor che costituiscono il tessuto economico-imprenditoriale del territorio. Un’opera, dunque, fortemente voluta dalla Città di Cento e che ne riflette tutta l’anima. Un’opera che fa onore ad una comunità che nel delicato lavoro di qualificazione urbana ha saputo intravedere l’opportunità per una qualificazione culturale. Enzo Pappacena |
10/09/2010
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