Piediluco, gioiello incastonato nel verde dell’Umbria

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Lago di PiedilucoStrana storia questo viaggio. Dalle viscere del bosco proveniva una luce misteriosa, ormai scomparsa, risucchiata dall’oscurità della notte. Noi continuiamo a guidare alla ricerca di un castello perduto, seguendo una strada sconosciuta che si snoda in una folta vegetazione.

Dovremmo essere in Umbria, forse nel ternano, ma non ne siamo sicuri, servirebbe un’indicazione, qualcosa che ci riporti nel mondo reale. Sembra di vivere la fiaba di Pollicino: speriamo solo che quei bagliori non vogliano segnalarci la casa della strega. Marco ironizza sulle fiabe, quando all’improvviso compaiono ancora le luci; cosa sarà? Siamo talmente curiosi che vorremmo scendere dalla macchina, addentrarci nel bosco e scoprire il mistero. Superata una curva, però, rimaniamo abbagliati: un incredibile spettacolo si rivela ai nostri occhi e il bosco si apre come il sipario di un teatro. Quello che vediamo ci scuote, ci emoziona, quasi ci fa tornare bambini: un piccolissimo borgo adagiato tra la montagna e la foresta che si specchia in un bellissimo lago, riflettendo le sue luci fino a noi, come a volerci salutare e strizzare l’occhio per la bella sorpresa.
Siamo a Piediluco, nel Comune di Terni, un posto incantato, e, ironia del destino, ha un nome che letteralmente significa “ai piedi del bosco sacro”. A vederlo nella notte in lontananza, riflesso sul lago, sembra ancora più bello. Si scorgono le piccole casette medioevali dai tetti colorati e l’imponente rocca dell’ XI secolo. S’intravede ancora il campanile della chiesa di San Francesco in stile gotico, che ospitò nel 1217 il Santo di Assisi.

Il lago ha una forma irregolare, molto simile a quella dei laghi alpini. La gente vi è molto legata, tanto che durante l’anno celebra “la festa delle acque” di tradizione antichissima. Si tratta di una sfilata di barche illuminate e addobbate, sotto un cielo esplosivo colorato dagli effetti dei fuochi pirotecnici.
Nelle acque del lago si svolgono numerose manifestazioni di canottaggio di livello anche internazionale, grazie soprattutto al lavoro del “Circolo Canottieri Piediluco”, che, fondato nel 1939, è promotore di importanti eventi sportivi.
Tutto il borgo può essere considerato un’opera d’arte e il paesaggio limitrofo una felice sinfonia di bellezze naturali ed artistiche. Attenzione però, siamo nel “bosco sacro” e la sinfonia non è solo una immagine letteraria; da queste parti tutto è possibile, anche senza mandar giù un bicchiere di vino in più. Il monte del borgo, infatti, è in grado di rimandare in maniera perfetta un intero endecasillabo, ragion per cui viene definito “monte dell’eco”. Io e Marco evitiamo di provare: alle tre del mattino, oltre all’eco, dalle case qualcuno potrebbe rimandare qualcos’altro … Lasciamo immaginare ai lettori la possibile scena.

In città certe scoperte non le farai mai, a limite potresti entrare in una sartoria e chiedere di una tipografia. Strano? Assolutamente no! Anche in sartoria si possono nascondere delle piacevoli sorprese, basta solo saper guardare. Pensieri sulla via del ritorno. Intanto, tra una parola e un’altra, la montagna ci svela Terni, la città dell’amore e dell’acciaio. Ivi è presente uno dei complessi siderurgici più grossi d’Italia, mentre il Santo Patrono è San Valentino. Città anche del cinema, aggiunge Marco. La vita è bellaPinocchio di Benigni sono stati girati proprio a Terni.  Quando si dice un posto da fiaba non si mente.

Diego Pirozzolo

Foto di Marco Picierro

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