Mattia Moreni – Il percorso interrotto. Ultimo decennio (1985 – 1998)

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Manifesto mostra Mattia MoreniSarà inaugurata a Cervia (RA) lunedì 30 giugno 2008 alle ore 19,00 ai Magazzini del Sale la mostra di Mattia Moreni Il percorso interrotto. Ultimo decennio (1985 – 1998)”. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 7 settembre 2008.

Mattia Moreni, nato a Pavia il 12 novembre 1920 e morto a Brisighella (Ra) il 29 maggio 1999, è sicuramente una figura cardine dell’arte del secondo dopoguerra, l’artista, che più significativamente ha attraversato, vissuto e interpretato le grandi trasformazioni, gli smarrimenti di esperienza e di memoria, la perdita di cultura materiale, le paure, del nostro tempo.

Formatosi nell’ambiente torinese del dopoguerra, Moreni passa da un’esperienza di sintassi post-cubista, negli ultimi anni ’40, a una breve fase astratto-concreta insieme al “Gruppo degli Otto“, coordinato criticamente da Lionello Venturi, e giunge, quindi, ad una felice stagione informale, gestuale e materica, ed infine, dagli anni Ottanta in poi, realizza un discorso pittorico segnato da un espressionismo straripante e magmatico in cui la violenza dell’esplosione cromatica fa da protagonista delle sue opere.

Proprio dagli anni Ottanta esposti in questa mostra, l’artista esprime in pittura la più strenua difesa dei valori della natura e del corpo come natura nella natura, come sensorialità, “passionalità” contro l’aggressione e le minacce della civiltà computerizzata. Ma comunque l’intero corpus della ricerca di Mattia Moreni, testimonia “d’una pittura aspra e favolosa, di qualità espressionistica”, come disse nel 1945 Mario Merz intuendone per primo la tragica bellezza.
«La sensazione tangibile – secondo Maria Francesca Zeuli – che si sperimenta nel trovarsi “circondati” dalle opere monumentali, per dimensioni ed impatto, di Mattia Moreni è sconvolgente: ci si trova ad essere investiti da una deflagrazione di colori e materia e, un istante dopo, di pensiero sconcertante nel suo essere consapevolmente farsesco, sarcastico, trasgressivo, “regressivo consapevole”, per usare una terminologia con cui l’artista si auto-definisce nel periodo che va dagli anni Ottanta ai Novanta».

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