A Bruxelles la mostra “That’s Opera. 200 anni di Musica Italiana”

Al Tour & Taxis di Bruxelles è aperta al pubblico, dal 14 novembre 2008, la mostra internazionale That’s Opera. 200 anni di Musica Italiana, ideata e promossa da Ricordi & C.
L’esposizione offre al visitatore l’occasione di compiere un viaggio alla scoperta delle diverse fasi di creazione di un’opera lirica, dalla stesura del libretto alla scrittura della partitura, dal disegno delle scenografie e dei costumi alla rappresentazione finale.

La mostra è in grado di soddisfare tanto le esigenze degli esperti e degli appassionati, quanto la curiosità del grande pubblico. Grazie ad un allestimento all’avanguardia, di notevole impatto emotivo e di altissimo livello tecnologico, i visitatori potranno scoprire l’imponente e invisibile macchina che permette a un’idea letteraria di diventare opera.

In mostra pezzi unici, come autografi, schizzi, fotografie e lettere originali di alcuni dei più famosi compositori italiani come Rossini, Verdi, Puccini, fino ad arrivare ai contemporanei Nono e Vacchi.

La storia bicentenaria della Ricordi fa da corollario al percorso espositivo come testimonianza dell’eccellenza italiana in questo settore, raccontando attraverso i suoi personaggi l’espansione mondiale di una piccola società artigianale che ha segnato la storia della musica in Italia e nel mondo.

Da Bruxelles la mostra inizierà il suo lungo tour mondiale che nel 2009 toccherà San Pietroburgo, Pechino, Berlino, New York e proseguirà poi in molte altre città per approdare infine a Milano nel 2015 in occasione dell’Expo, dove troverà la sua sede permanente.

La mostra è a cura di Jean-Jacques Nattiez, Professore di Musicologia all’Università di Montréal, ed è realizzata con il patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno del Comune di Milano e il supporto del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della Fondazione di Casa Ricordi 1808-2008.

Accompagna l’esposizione un catalogo curato da Gabriele Dotto, con una introduzione di Plácido Domingo.