HomeIn primo pianoA Forlì la mostra “Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura”

A Forlì la mostra “Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura”

Antonio Canova: Ebe (particolare), 1816 - 1817A Forlì, ai Musei San Domenico, è aperta al pubblico fino al 21 giugno 2009 la mostra Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura.
L’esposizione dedicata al grande maestro veneto, curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Sergéj Androsov e con l’allestimento di Wilmotte e Alessandro Lucchi, presenta ben 160 opere.

Promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra attraverso una serie di capolavori esemplari ripercorre l’intera carrieraopere dell’artista, ponendo per la prima volta a confronto le sue (marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni), oltre che con i modelli antichi cui si è ispirato, anche con i dipinti di maestri a lui contemporanei con i quali si è confrontato.

L’esposizione spazia dalla scultura alla pittura, proponendo anche alcuni, altissimi confronti con Raffaello e Tiziano, e altri capolavori di quel “classico” che fu fonte di ispirazione per molti artisti tra l’ultimo Settecento e il primo Ottocento.

Antonio Canova: Venere italica, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria PalatinaPer Forlì Canova creò tre capolavori: una versione di Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini; la Danzatrice col dito al mento,  nel 1814, destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario;  la Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità.

La grandezza di Canova, già in vita celebrato come il più grande scultore di tutti i tempi per avere riportato nel mondo la perfezione della scultura greca, è testimoniata da prestiti assolutamente eccezionali. Tra questi: i due colossali Pugilatori dei Musei Vaticani, ispirati ai due Dioscuri del Quirinale, su cui il giovane Canova si arrampicò tante volte per studiarli; la Venere Italica di Palazzo Pitti, la dea moderna tanto amata da Foscolo che la riteneva superiore a quella antica dei Medici; la Maddalena, capolavoro per il quale Canova trovò ispirazione in Tiziano.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.

Sito della mostra: www.mostracanova.eu

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