L’Aida di Giuseppe Verdi inaugura la Stagione 2009 del Teatro dell’Opera di Roma

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Martedì 20 gennaio il Teatro dell’Opera di Roma inaugura la Stagione 2009 con l’Aida di Giuseppe Verdi. Sul podio salirà Daniel Oren. L’allestimento è di Bob Wilson, che torna a Roma dopo 25 anni.
Protagonisti saranno l’Orchestra, il Coro preparato da Andrea Giorgi, il Corpo di Ballo del Teatro diretto da Carla Fracci e un cast di grande qualità che schiera voci tra le più applaudite in Italia e all’estero: dal soprano cinese Hui He al tenore Salvatore Licitra, da Giovanna Casolla a Piero Giuliacci, da Antonio Maestri a Carlo Colombara.
I costumi, minimalisti, sono una creazione di Jacques Reynaud. Le coreografie sono curate da Jonah Boaker.

Nove le repliche, fino al 30 gennaio 2009. Nelle ultime quattro recite, Fabio Mastrangelo rileverà il podio.

È un’Aida speciale: l’allestimento ha il timbro ieratico, intimista, sobrio voluto dal regista texano che ha portato nel mondo molti spettacoli di rara forza emotiva e di originale intensità estetica.
Al dramma in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni (“prima” all’Opera di Roma nel 1881, edizione più recente nel 2000, regista Mauro Bolognini) Wilson sottrae la patina del gigantismo per fare dei diversi elementi visivi il supporto della musica verdiana.
La spiritualità della drammaturgia è sottolineata dalla gestualità degli interpreti: si muovono in modo rallentato, quasi come fossero le sagome di un bassorilievo, in uno spazio bidimensionale plasmato innanzitutto dalla luce.

Il dramma della schiava etiope debuttò al Cairo alla vigilia del Natale 1871, nell’atmosfera eccitata seguita all’apertura del Canale di Suez, e arrivò in Italia un mese e mezzo dopo, alla Scala.
Lacerata tra la fedeltà per il padre e il trasporto verso il suo nemico, il condottiero egizio Radamès, l’eroina si fa murare viva con lui, per rimanergli legata nell’eternità.

Come Aida si alternano Hui He e Kristin Lewis, la rivale Amneris è affidata a Giovanna Casolla e Anna Smirnova, Salvatore Licitra e Piero Giuliacci incarnano Radamès. Tocca a Ambrogio Maestri e Silvano Caroli la parte di Amonasro, a Carlo Colombara e Alfredo Zanazzo quella di Ramfis. Il Re è Carlo Striuli, Angelo Casertano il Messaggero, Nicoletta Curiel la Sacerdotessa. Riccardo Di Cosmo e Alessandro Tiburzi i danzatori.

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