Roberto Capucci a Palazzo Fortuny di Venezia

Roberto Capucci, Abito-scultura sposa in mikado due toni rosso corpetto ricamato Prima esposizione: Venezia, Palazzo Fortuny, 2009. Tessuto donato da Corsil Tessitura Serica, Montorfano (Como).Foto di Andrea Melzi e Efrat KuperÈ aperta al pubblico dal 7 marzo al 4 maggio 2009 al Museo Fortuny di Venezia la mostra dedicata a Roberto Capucci.
L’esposizione, a cura di Daniela Ferretti, Enrico Minio e Milly Passigli, documenta, attraverso trenta abiti-scultura realizzati tra il 1978 e il 2009, l’evoluzione di questa fase del percorso artistico del maestro.

Dal celebre abito Colonna, elemento di rottura con la tradizione sartoriale che, a fine anni Settanta, inaugura la fase degli abiti-scultura, al Ventaglio simbolo di creatività libera; dalle creazioni degli anni Ottanta – con inserti a pannello, tubolari, a forma di fiore, di scatola, di capitello…-, tra cui Fuoco, con il volume del plissé verso l’alto,  alle straordinarie opere degli anni Novanta, che consacrano Capucci nel mondo dell’arte, con la partecipazione alla Biennale di Venezia del Centenario (1995) e mostre nei maggiori musei del mondo. Tra le opere più recenti, la mostra presenta le realizzazioni Spire, Onda, Foglia, Linee, Crete e, creato per l’occasione,  l’inedito abito-scultura di sposa, in seta mikado rosso fuoco, che apre l’esposizione.

 Vhernier, Anelli Pirouette, oro bianco, pavé di diamanti carati 7, fodera in giaietto o corallo pienoPartner del progetto è Vhernier, creatore di gioielli con una forte valenza artistica, che espone le sue opere orafe al primo piano del Museo. I gioielli scultura di Vhernier incontrano e dialogano con altrettanti abiti di Roberto Capucci. Un incontro inaspettato tra abiti e gioielli legati da una comune ricerca nelle forme e nei colori e da un’ispirazione proveniente dalla natura, dall’arte, da geometrie e architetture. Elementi che caratterizzano anche le Spille Spirali che Vhernier ha creato per l’occasione.

L’esposizione è realizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Fondazione Roberto Capucci.

Il catalogo della mostra, con interventi di  Carlo Bertelli e Doretta Davanzo Poli, è edito da Skira.