A Milano la mostra “Monet. Il tempo delle ninfee”

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MonetPalazzo Reale di Milano ospita dal 30 aprile al 27 settembre 2009 la mostra “Monet. Il tempo delle ninfee”.
Esposte 20 grandi tele, provenienti dal Museo Marmottan Monet di Parigi, che l’artista francese ha dedicato allo studio delle ninfee nel giardino della sua casa di Giverny.

In questa casa, acquistata nel 1890, lungo la Senna, a nord di Parigi, Claude Monet vivrà il resto della sua lunga vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considera ormai la fonte di ispirazione più importante per la sua arte: il suo giardino. Accanto al giardino francese, con i fiori che ha piantato in un primo tempo, egli costruirà quello giapponese: qui, in uno stagno circondato da salici, fioriranno le più diverse specie di ninfee.

Proprio a questi anni della sua vita, al “tempo delle ninfee”, è interamente dedicata la mostra di Palazzo Reale.

Le tele esposte ci restituiscono il percorso che ha portato Claude Monet a cercare di trasferire dal suo giardino alla sua arte i salici piangenti, le ninfee, i ponti giapponesi, le rose e gli iris che lo popolano.

Per sottolineare il ruolo che ha avuto l’arte giapponese nella vita e nella ricerca artistica di Monet, in mostra sono esposte, a rotazione per ragioni conservative, 52 stampe di Hokusai e Hiroshige, provenienti dal Museo Guimet di Parigi.
Monet non è il solo pittore ad essere influenzato dalle produzioni giapponesi che ormai circolavano in Europa, ma è sicuramente il maggiore collezionista con 276 stampe nella tradizione ukiyo-e.

Il confronto tra l’idea di paesaggio nell’arte giapponese e le opere di Monet è, infine, completato dall’esposizione di una serie di preziose fotografie dell’Ottocento, dipinte a mano, di giardini giapponesi.

La mostra, promossa dal Comune di Milano sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero degli Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Consolato Generale del Giappone a Milano, è ideata e curata da Claudia Zevi & Partners. L’esposizione si avvale di importanti contributi: da quello di Michel Draguet, che ha studiato a lungo la trasformazione della pittura di Monet negli anni in cui si è dedicato alla costruzione del suo giardino, a quello di Marco Fagioli, uno dei maggiori esperti del “giapponismo” nelle arti figurative europee alla fine dell’Ottocento e conoscitore della fotografia giapponese della seconda metà del XIX secolo, a quello di Hélène Bayou, direttrice del dipartimento giapponese del Museo Guimet.

La mostra è prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Edison, Civita, 24 ORE Motta Cultura e Giunti Arte mostre musei, che ne pubblica anche il vasto catalogo, curato da Claudia Beltramo Ceppi con testi di Jacques Taddei, Hélène Bayou, Michel Draguet, Marco Fagioli e Delfina Rattazzi.

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