Mostra / Santa Apollonia, Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol

Omar Galliani: Ciclo “Tutti i denti di Sant’ Apollonia”, 2009, matita su tavola più inchiostro. © Foto Luca Trascinelli 2009Rimane aperta al pubblico dal 4 giugno al 15 agosto 2009 la mostra Santa Apollonia, Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol, allestita nel Chiostro di Sant’Apollonia, sede del Museo Diocesano di Venezia.
L’esposizione, parallela alla Biennale di Venezia, propone un mix singolare: una Santa, i suoi denti, due grandi artisti.

L’iconografia sulla Santa è vastissima, riflesso di un culto che in epoca medievale dilagò in tutta Europa e, con la diffusione del Cattolicesimo, in altri continenti, in particolare in quello sudamericano.
Apollonia, vergine cristiana, venne accerchiata dai pagani che la colpirono alle mascelle sino a farle schizzar via i denti, poi, acceso un rogo, minacciarono di gettarvela se non avesse pronunciato frasi empie. “Ella chiese che la lasciassero libera un istante: ottenuto ciò, saltò rapidamente nel fuoco e fu consumata”.

Del tutto comprensibile che una vicenda tanto truce colpisse l’immaginario e venisse presto trasformata in una icona dai precisi dettagli: la Santa, le palme simbolo del martirio e le tenaglie dei cavadenti a stringere un dente sanguinante appena divelto.

Omar Galliani: Ciclo “Tutti i denti di Sant’ Apollonia”, 2009, matita su tavola più pigmento. © Foto Luca Trascinelli 2009Ad essere colpito da questa storia è stato anche Andy Warhol, che realizzò, nel 1984, una serie di opere su carta interamente dedicate alla Santa, nelle quali la raffigurava con in mano le tenaglie, simbolo del martirio e quindi, di riflesso, l’ossessione verso i denti, le simbologie legate ad essi, il morso, il sapore, la fisiognomica del volto.
La serie di opere presenti in mostra è ancora inedita e viene esposta per la prima volta.

Non stupisce che la vicenda di Apollonia abbia coinvolto Omar Galliani, che da tempo si misura con la raffigurazione contemporanea dei Santi, a partire dalla serie Nuovi Santi realizzata tra il 2004 e il 2006.
Per questa mostra-confronto Galliani ha creato sette grandi opere che vogliono interpretare in chiave personale, secondo il suo inimitabile stile, una visione simbolica e trasversale del martirio della Santa.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Skira con testi di Francesca Baboni, Omar Galliani, Flaminio Gualdoni, Raffaele Morelli, Gabriele Perretta, Alessandro Romanini.

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