Mostra / Baci rubati. Storie d’amore tra arte e letteratura

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bacioLa Rocca di Gradara (PU) dal 20 giugno al 2 novembre 2009 ospita la mostra Baci rubati. Storie d’amore tra arte e letteratura.
L’esposizione presenta una speciale selezione dei più famosi baci della letteratura che la pittura italiana ha immortalato in opere di forte impatto.
La mostra è l’occasione per compiere un viaggio sentimentale tra i baci rubati di sventurati amanti, protagonisti di amori impossibili, contrastati o negati sul nascere.

L’amore rivisitato attraverso i topoi della letteratura tragica e romantica, che vede nel bacio un atto passionale e un gesto ‘politico’ insieme, costituisce uno dei soggetti più frequentati e rappresentati dalla pittura dell’Ottocento italiano.
E nella galleria di baci ottocenteschi protagonista su tutti è, non a caso, il bacio tra Paolo e Francesca, che la leggenda vuole scambiato proprio nelle stanze della Rocca.
Al bacio più celebre della letteratura italiana fa da preludio il dolce bacio del libro “galeotto” di Ginevra e Lancillotto, al quale è dedicato il dipinto di uno dei più grandi artisti napoletani, esponente del realismo visionario: Domenico Morelli. Paolo e Francesca sono raffigurati nell’attimo del bacio nelle pregevoli opere di Amos Cassioli, Ludovico Cremonini e Giuseppe Poli.

Intenso e tragico è anche il bacio di Giulietta e Romeo nella versione di Gaetano Previati, massimo esponente del Divisionismo, già testimone di spicco della Scapigliatura.
Lo stesso soggetto è trattato anche da Francesco Hayez, presente in mostra altresì con l’acquerello Il bacio, prima redazione della nota opera del 1859.
Sventurati ed estenuati baci, dati in punto di morte, sono anche quelli di Tristano e Isotta, di Imelda de’ Lambertazzi e Bonifacio de’ Geremei, nonché il bacio adulterino di Ugo e Parisina.

Un video, curato da Gianni Canova completa l’esposizione, ripercorrendo la storia dei più famosi baci della cinematografia italiana.

La mostra è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche-Urbino, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Gradara.

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