Intersezioni 4 – Dennis Oppenheim. Splashbuilding – Parco Archeologico di Scolacium e Museo MARCA di Catanzaro

Dennis Oppenheim, „Bus Home“, 2002Giunge alla quarta edizione l’importante evento espositivo Intersezioni, in programma dal 31 luglio al 3 novembre 2009 al Parco Archeologico di Scolacium Roccelletta di Borgia (CZ) e al museo MARCA di Catanzaro.
Curata da Alberto Fiz, la rassegna ha per protagonista Dennis Oppenheim, uno dei maggiori protagonisti della scena internazionale che, sin dagli anni sessanta con la sua adesione alla Land Art e successivamente alla Body Art, ha contribuito a rinnovare i linguaggi dell’arte.

Se il MARCA presenta una serie di sculture e i modelli progettuali realizzati dagli anni sessanta a oggi, il Parco di Scolacium, uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia meridionale, ospita le opere monumentali dell’ultimo decennio con una serie di testimonianze inedite.
Quelle di Oppenheim“, scrive Alberto Fiz, “sono strutture che sfidano i limiti dell’arte e dell’architettura dove ciascun elemento sviluppa un processo metamorfico complesso, teso a capovolgere la dimensione oggettuale standardizzata in relazione ad un principio costruttivo e allo stesso tempo decostruttivo. La lezione del Bauhaus torna d’attualità con una forte carica d’ironia e di provocazione che sconvolge le regole perbeniste dell’arte contemporanea“.

Dopo un attento sopralluogo, Oppenheim ha deciso d’intervenire sull’intero spazio di Scolacium coinvolgendo sia la dimensione naturale, caratterizzata dall’uliveto, sia quella storica e archeologica identificabile nei tre monumenti simbolo, la Basilica normanna, il Foro e il Teatro romano. “Considero Scolacium un luogo unico dove il tempo scorre in uno stato sospeso di divenire. Per questo lo trovo particolarmente affascinante per le mie sculture che non tendono a una visione consolatoria bensì a sviluppare una rinnovata energia vitalistica con il contesto ambientale“, afferma Oppenheim che ritorna in Italia per un progetto pubblico a distanza di dodici anni dalla sua ultima mostra curata nel 1997 da Germano Celant nella zona industriale di Marghera.

Dennis Oppenheim, Splashbuilding. 2009A Scolacium vengono presentate 20 grandi installazioni che documentano l’indagine recente dell’artista. Sono opere dalla forte carica visionaria e destabilizzante che sviluppano una nuova percezione dello spazio fisico e psicologico in un viaggio che attraversa scienza e fantascienza.

Tra i progetti di arte pubblica viene esposto Tumbling Mirage (2007-2009) formato da tre gigantesche sfere dal diametro di 6 metri ciascuna che costituiscono per i visitatori una presenza misteriosa, veri e propri miraggi futuristici.

Ma la decontestualizzazione dell’esperienza estetica investe anche Electric Kisses, le due strutture abitabili in acciaio e tubi di colore blu. Sono lavori di quattro metri d’altezza che rielaborano in chiave postmderna le architetture islamiche e occupano il parco, contaminandolo.

Di particolare suggestione è The Alternative Landscape, una grande installazione con decine di elementi che tende a sviluppare una nuova forma di land art. In questo caso si sviluppa un universo paesaggistico e fantastico che consente di creare un dialogo rinnovato tra le forme artificiali e quelle naturali. Alberi fluorescenti con rami in acciaio convivono con strani fiori mutanti, geneticamente modificati, in plastica. In una natura troppo spesso deturpata, Oppenheim lancia un monito ironico e graffiante. “E’ come esporre nel giardinetto dietro casa le roulette e le slot machine di Las Vegas“, afferma Oppenheim che ha proposto The Alternative Landscape nel 2006 a Central Park di New York e ora, completamente rinnovato, lo presenta, per la prima volta in Europa, a Scolacium.

Il parco viene occupato, poi, da due immensi coni stradali di cinque metri d’altezza che creano un cortocircuito ironico con l’ambiente urbano. “Ciò che m’interessa“, afferma Oppenheim, “non è quello di collocare le mie opere all’interno di Scolacium, bensì quello di sconvolgere la visione tradizionale degli osservatori che, in base al mio progetto, si troveranno di fronte all’imprevisto e all’imprevedibile“.

Tra le secche del parco archeologico approda inaspettatamente anche Submerged Vessels (2001), un’installazione formata da tre vascelli in fiberglass e acciaio proveniente dalla Fundacion Cristobal Gabarron di Valladolid. Le imbarcazioni vengono riportate simbolicamente alla luce quasi fossero esse stesse reperti archeologici.

A dare il titolo alle due mostre sono gli Splashbuilding che, collocati all’interno del Teatro romano, assumono un aspetto del tutto inconsueto. Si tratta di lavori realizzati nel 2009 che hanno come denominatore comune l’idea dell’esplosione molecolare in una lacerazione progressiva degli elementi.

A rendere esaustivo il progetto è la mostra proposta, in concomitanza con quella di Alex Katz (rimane aperta sino al 27 settembre prossimo), al museo MARCA con una serie di sculture di particolare importanza come Sworm (2009) o Light Chamber (2009) da cui emerge la libertà creativa di Oppenheim che crea nell’ambiente elementi instabili e precari secondo una ricerca che non perde mai di vista la relazione con l’architettura e il design.
Al MARCA l’artista americano presenta anche i suoi celebri cervi con la fiammella che esce dalle corna azionata da una bombola di gas in base ad un’indagine dove l’ibridazione pervade anche le specie protette.
Appaiono, poi, emblematici i 30 modelli di sculture monumentali realizzati dal 1967 a oggi provenienti dallo studio dell’artista, così come da importanti istituzioni pubbliche come lo SMAK di Gand.
La mostra al MARCA prevede anche un’ampia documentazione della sua produzione video a partire dagli anni sessanta.

L’evento è accompagnato da una monografia edita da Electa in italiano e inglese.

Intersezioni è organizzata dalla Provincia di Catanzaro Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Regione Calabria, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e della PARC, Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio l’architettura e l’arte contemporanea. Il progetto, inoltre, ha consentito un’importante collaborazione scientifica con il Marta Herford Museum di Herford in Germania.