Al Centro Italiano d’Arte Contemporanea di Foligno la mostra Spazio, Tempo, Immagine

Agostino BonalumiA Foligno, al Centro Italiano d’Arte Contemporanea, nuovo spazio espositivo nel cuore della città umbra, resterà aperta al pubblico dal 15 novembre 2009 al 14 gennaio 2010 la mostra Spazio, Tempo, Immagine.
L’esposizione, curata da Italo Tomassoni e coordinata da Diora Fraglica, riprende l’iniziativa realizzata nel 1967 nei saloni di Palazzo Trinci, dal titolo Lo spazio dell’immagine, che ha segnato l’identità della città nel suo rapporto con l’arte contemporanea e che sovvertiva il rapporto che legava l’opera d’arte e lo spazio che le conteneva, presentando, per la prima volta al mondo, un insieme composto unicamente da ambienti ideati dagli artisti.

A più di quarant’anni di distanza, Spazio, Tempo, Immagine, intende testimoniare quanto quell’esperienza sia rimasta ben presente all’interno della storia artistica di Foligno.

Al Centro Italiano d’Arte Contemporanea il percorso espositivo seguirà due sezioni ben distinte. La prima dimostrerà la vitalità, nel tempo, di quell’operazione, documentando le ricerche rimaste coerentemente legate alle premesse di quegli anni, con la ricostruzione degli ambienti di Luciano Fabro, Gino Marotta e Michelangelo Pistoletto, e le opere, sia sculture che pitture, di tutti quegli artisti che allora parteciparono a quella innovativa mostra, da Getulio Alviani a Enrico Castellani, da Lucio Fontana a Luciano Fabro, ma anche di quelli che, pur non essendo presenti, facevano parte di quel momento culturale, come Giulio Paolini, Yannis Kounellis, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Bruno Munari, Francesco Lo Savio.

Grazia ToderiUna seconda sezione documenterà un altro evento, dal titolo Il tempo dell’immagine, tenutosi nel 1983 a Foligno e curato da Italo Tomassoni, con una selezione degli artisti più rappresentativi presenti allora (Barni, Bartolini, Di Stasio, Mariani) che incentrarono la riflessione figurativa sul tempo. Questa sezione giungerà fino ai giorni nostri e si concentrerà su una serie di artisti, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Grazia Toderi testimoni di una sensibilità specifica del nostro tempo, sviluppata attraverso strumenti linguistici, come la fotografia e il video, divenuti protagonisti già alla fine del secolo scorso.
La linea che lega i quattro è tracciata da Mario Giacomelli che presenta inedite ricerche sulla luce e lo spazio, mentre Gabriele Basilico, riflettendo per immagini sul rapporto tra l’oggetto-sedia e il corpo umano, mette da parte la formale fotografia di still-life, per esporre la serie ludica, in cui le texture delle sedute lasciano la propria impronta sui corpi nudi, quasi come se fossero dei tatuaggi a rilievo. Il percorso si conclude con un video di Grazia Toderi immerso tra fantasia, immagine e spazio.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Skira.