HomeIn primo pianoA Palazzo Franchetti di Venezia una mostra dedicata a Felice Carena

A Palazzo Franchetti di Venezia una mostra dedicata a Felice Carena

Felice Carena e gli anni di Venezia è il titolo della mostra allestita nella prestigiosa sede di Palazzo Franchetti di Venezia e aperta al pubblico dal 27 marzo al 18 luglio 2010.
L’esposizione, che vuole essere un omaggio all’artista di origini piemontesi, intende riscoprire e rivalutare un grande maestro protagonista del Novecento italiano attraverso una rilettura critica aggiornata, con attenzione agli anni veneziani e ripercorrendo, altresì, la sua lunga attività pittorica, ricca di richiami e di soluzioni stilistiche in continua evoluzione.

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La mostra, a cura di Virginia Baradel, riunisce oltre 90 opere provenienti dai maggiori musei italiani e da collezioni private, tracciando la parabola di una biografia artistica che si snoda dai primi anni torinesi sino alle struggenti Pietà e alle sontuose Nature morte degli ultimi anni.

In mostra capolavori esemplari come I Viandanti (1907, GAM, Udine), Ritratto d’un sacerdote (1913, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia), Bambina sulla porta (1919, Fondazione Giorgio Cini, Venezia), La Quiete (1921-1926, Banca d’Italia), Apostoli (1924, GAM Palazzo Pitti, Firenze), La scuola (1927-1928, Monte dei Paschi), Uomo che dorme (1938, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), Teatro popolare (1933, GAM, Milano) e molte importanti opere inedite o raramente esposte come la bellissima Deposizione (1938-1939), eccezionalmente prestata dai Musei Vaticani, La fuga in Egitto (1940 ca), il Ratto delle Sabine (1942) e il nucleo centrale del discusso dipinto Dogali – 1887 (1936), recentemente ritrovato ed esposto come novità assoluta in questa occasione.

La scelta di capolavori e di opere esemplari in ordine cronologico illustra i diversi periodi della vicenda artistica di Felice Carena per cogliere infine l’originalità e la singolare qualità della pittura del periodo veneziano.

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Venezia diventa dunque il prisma attraverso cui rileggere l’intera storia della pittura di Felice Carena che accanto ai grandi estimatori ebbe anche critici avversi: gli venivano contestate la pluralità di richiami e la mancanza di coesione compositiva. La mostra e i saggi del catalogo Marsilio, portano oggi alla luce la sua inconfondibile cifra personale e sfatano l’idea di un Carena vecchio, sofferente, ripiegato su se stesso, perché il tramonto dal punto di vista biografico portò al raggiungimento di nuovi traguardi attraverso un’altissima e inesausta ricerca.

La mostra è promossa dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e da Arthemisia Group.

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