Genova | La Biblioteca dei Cappuccini. Manoscritti, Incunaboli, Cinquecentine e preziose edizioni a stampa

“La Biblioteca dei Cappuccini. Manoscritti, Incunaboli, Cinquecentine e preziose edizioni a stampa” è il titolo della mostra che rimarrà aperta al pubblico dal 30 settembre al 21 novembre 2010 presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova. In esposizione per la prima volta una parte, la più rappresentativa, della inestimabile raccolta di libri antichi dei frati cappucini.

La Biblioteca è nota non solo per la preziosità ma anche per la quantità e la varietà dei beni librari posseduti.

Con la realizzazione di questo importante evento è possibile oggi ammirare ciò che per secoli è rimasto protetto e celato tra le mura dei conventi.

Tra le numerose opere esposte la preziosa Bibbia miniata del XIII sec., un codice medioevale manoscritto in pergamena virginea finissima trascritto da un amanuense dal tratto calligrafico preciso e sicuro.
L’altro prestigioso manoscritto miniato è l’Expositio super totam Bibliam di Nicolaus de Lyre: un codice quattrocentesco trascritto da Frate Lorenzo Guglielmo de’ Traversagni, dell’Ordine dei Frati Minori di Savona.
Corredano la raccolta, per citare soltanto alcuni fra i tanti posseduti dalla Biblioteca, gli incunaboli stampati a Kohln dal prototipografo Ulrich Zell. Gli incunaboli esposti descrivono perfettamente il legame che i primi libri a stampa mantengono con il libro manoscritto imitandone la scrittura, l’impaginazione e la decorazione.

Sono presenti nella mostra anche alcuni libri che sono testimonianza dell’attività missionaria dei frati cappuccini liguri nel mondo, soprattutto in Africa e in America latina.

Sono, inoltre, esposti dizionari manoscritti di lingua straniera (turco, amarico, kikongo), strumenti indispensabili per l’attività missionaria, e il nucleo di manoscritti in scrittura Gheez provenienti dalle missioni africane.
Meravigliosi e imponenti nella loro forza iconografica sono i due atlanti, L’Isolario dell’Atlante Veneto e L’Atlante Veneto fatti stampare a Venezia dal frate minore Francesco Maria Coronelli alla fine del Seicento.