Firenze | Alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti la mostra “Dall’Icona a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo”

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Kazimir Malevich. Testa del contadino. 1928-1929 olio su multistrato - Ivan Kramskoj. Mina Moiseev. 1882. Olio su tela

Apre l’ 8 febbraio 2011 a Firenze, alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, la mostra “Dall’Icona a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo“. L’esposizione, che precede le numerose iniziative in programma per il 2011 in occasione dell’Anno della Cultura e Lingua Russa in Italia e della Cultura e Lingua Italiana in Russia, presenta 40 dipinti provenienti dal prestigioso museo, selezionati tra i più interessanti capolavori dell’arte russa, dall’epoca delle icone fino alle avanguardie del primo Novecento.

Dalla collezione di icone, imponente per numero, è stato intenzionalmente scelto un unico pezzo, il Cristo Pantocrator in trono fra le potenze del XVI secolo; dato che le icone sono forse l’espressione artistica dell’arte russa più nota in Europa, si è inteso dedicare maggior spazio all’arte del XVIII e XX secolo.
Fu il Settecento, infatti, l’epoca in cui l’arte russa inaugurò e maturò uno stile “moderno”. Al riguardo la mostra include due dipinti dell’inizio del XVIII secolo, nei quali si evidenzia il graduale distacco dalla tradizione pittorica delle icone e l’apertura alla tipologia figurativa europea: Ivan Nikitin, Ritratto di un atamano, e Roman Nikitin, Ritratto della baronessa M. Stroganova. Altre opere in mostra, del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, di artisti diversi come Orest Kiprenskij, Karl Brjullov, Silvestr Shchedrin, Fedor Alekseev testimoniano non solo come i pittori russi avessero fatto propria l’arte dei vicini maestri europei, ma anche come fossero in grado di esprimere un proprio stile personale.

Nella prima metà dell’Ottocento, oltre ai pittori che avevano frequentato l’Accademia d’arte e che avevano avuto contatti con l’arte europea, operarono, inoltre, maestri attratti piuttosto dalla rappresentazione della vita russa: Aleksej Venecianov e i suoi seguaci Grigorij Soroka, Nikifor Krylov.
Una caratteristica dell’arte russa della seconda metà dell’Ottocento fu l’interesse per le tematiche sociali. Infatti, nel 1861 in Russia venne abolita la servitù e sia prima che dopo tale avvenimento molti pittori si ispirarono alla storia nazionale, alle immagini dei contemporanei, alla loro vita quotidiana, alla natura della Russia. In mostra opere di Ivan Kramskoj, Vasilj Surikov, Il’ja Repin, Fedor Vasil’ev, Ivan Shishkin dedicate a questi soggetti.

Gli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo costituirono un’epoca di pluralità di stili, indirizzi, tendenze e individualità creative, in sintonia con quanto andava avvenendo nella pittura europea. Proponendo gli esempi di tre soli pittori Mikhail Nesterov, Valentin Serov e Mikhail Vrubel, si possono cogliere le sfaccettature presenti nell’arte russa nel periodo precedente l’avanguardia.

Gli anni che vanno dal 1910 a tutti gli anni Trenta rappresentano il periodo nel quale nacque e si sviluppò in diverse forme l’avanguardia russa. I lavori di Kandinskij, Malevich e Filonov rappresentano tipologie diverse dell’astrattismo, che prende avvio agli inizi del XX secolo.
I dipinti di Goncharova e Malevich, della fine degli anni ‘20 e dell’inizio degli anni ‘30, e di Pavel Filonov sono solo una piccola parte della ricca varietà di opere dell’avanguardia russa presente nelle collezioni del Museo russo.

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 aprile 2011, è promossa dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il Museo Russo di San Pietroburgo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ed è stata realizzata con il contributo dello sponsor unico Morgan Stanley.

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