Le collezioni del Louvre a Cortona. Gli Etruschi dall’Arno al Tevere

Askòs a forma di anatra: figura di donna alata terracotta h. 11,5 x l. 23 cm Etruria, Chiusi – 320 av. J.C. ca. Parigi, Musée du Louvre (C) RMN - © Hervé Lewandowski

A conferma della rilevanza assunta a livello internazionale da Cortona (AR) sul tema degli Etruschi, la città toscana si appresta a vivere un nuovo importante evento espositivo. Dal 5 marzo al 3 luglio 2011, infatti, presso il Maec – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – saranno in mostra opere etrusche provenienti dal Louvre, che testimoniano la civiltà e la cultura dell’Etruria, tra l’Arno e il Tevere. In esposizione oltre quaranta reperti di una delle collezioni d’arte etrusca più importanti d’Europa.
L’evento è reso possibile grazie alla collaborazione avviata con il Museo francese, che nei mesi scorsi ha sottoscritto un accordo triennale con Cortona.

La mostra “Le collezioni del Louvre a Cortona. Gli Etruschi dall’Arno al Tevere” propone una selezione accurata di reperti di grande fascino, incluse anche opere poco note al grande pubblico ed esposte per la prima volta in Italia, per offrire importanti e nuovi elementi di riflessione sulla società etrusca in relazione alle diverse località di quest’area, anche grazie a studi, indagini e restauri recenti o effettuati per l’occasione. Così è per il grande busto in terracotta di Arianna risalente al III secolo a.C., che fino a una decina d’anni fa era conservato, privo ancora d’identità, nei depositi del Dipartimento delle Antichità greche, etrusche e romane del grande Museo francese. Oggi, questa scultura femminile ornata da gioielli e con una corona di foglie di vite e pampini sui capelli, che era raffigurata nell’atto di scoprirsi il capo dal velo, viene considerata uno dei più significativi esempi di coroplastica etrusca di età ellenistica.
La mostra si sviluppa secondo le aree di provenienza dei materiali, da Fiesole a Chiusi, da Orvieto a Bomarzo, da Perugia a Falerii. È un percorso affascinante quello proposto, che porta anche a rievocare le singolari figure di collezionisti, amatori e mercanti attraverso i quali sono transitate le opere etrusche pervenute al Louvre.
Un percorso che è soprattutto una sorta di grande fotografia dell’Etruria interna – e del ruolo che ebbero le valli dell’Arno e del Tevere negli scambi – attraverso vasi e statue in bronzo, urne e monumenti sepolcrali, gioielli, preziose terrecotte.
Tra le opere famose esposte, la Testa da Fiesole – un bronzo del III secolo a.C., parte di una statua onorifica raffigurante un giovane aristocratico etrusco – e quattro bronzi del Falterona: statuette appartenenti a un eccezionale deposito votivo rinvenuto nel 1838 e oggi diviso tra i maggiori musei europei.
Sarà possibile, inoltre, ammirare pezzi d’artigianato artistico, come la pisside in avorio proveniente della collezione Castellani, lavorata da un’unica porzione di zanna d’elefante, nonché contemplare preziosi pezzi d’oreficeria, come gli orecchini in oro con pendenti ornati da motivi raffiguranti il carro del Sole e la Vittoria. Ancora il mirabile Vaso conformato a testa femminile, recipiente bronzeo databile tra la fine del III e l’inizio del II secolo a. C.. Di grande interesse l’elegante statuetta di Menerva in bronzo, proveniente dalle vicinanze di Perugia e connessa al culto di Menerva combattente – diffuso nell’Etruria centro settentrionale – ma anche le lamine bronzee di Bomarzo decorate a sbalzo con straordinaria raffinatezza e con attenzione per i particolari, e – sempre da Bomarzo – il pregevole Lebete-situla falisco a figure rosse, tra le opere di età tarda di questa produzione meglio conservate.

La mostra è curata da Paolo Bruschetti, Françoise Gaultier, Paolo Giulierini, e Laurent Haumesser, ed è accompagnata da un catalogo edito da Skira.