Tintoretto alle Scuderie del Quirinale

Tintoretto, Venere, Vulcano e Cupido 1550-1555 circa Olio su tela 85x197 cm Firenze, Galleria Palatina Istituti Museali della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Le Scuderie del Quirinale, a Roma, presentano dal 25 febbraio al 10 giugno 2012 un’importante mostra dedicata a Tintoretto, a cura di Vittorio Sgarbi. Il percorso espositivo toccherà tutti i generi in cui il maestro veneziano si è cimentato: dai grandi teleri religiosi, alle opere profane, alla ritrattistica.

La mostra si svilupperà nei due piani espositivi delle Scuderie seguendo una precisa narrazione biografica.
Il primo piano si aprirà con quell’icona della modernità rappresentata dal Miracolo dello schiavo delle Gallerie dell’Accademia di Venezia: una scena di crudo realismo, quasi sovrannaturale nell’immagine di San Marco che scende in carne e ossa nel lazzaretto a confortare una folla di malati e moribondi che rappresenta direttamente il gran male del tempo.

A quest’opera seguiranno le principali committenze ecclesiastiche, in un racconto che evidenzierà la strettissima connessione tra il pittore e la sua città, Venezia. Si ammireranno tra gli altri Il ritrovamento del corpo di San Marco compiuto per la Scuola Grande di San Marco e le magnifiche tele raffiguranti Santa Maria egiziaca e Santa Maria leggente della Scuola Grande di San Rocco, restaurate in occasione della mostra, così come importanti interventi di tutela sono stati effettuati su alcune ‘teleri’ delle chiese veneziane, come da tradizione consolidata per le mostre delle Scuderie. Tra questi, spiccherà in mostra il serrato confronto tra le due versioni dell’Ultima cena provenienti dalle chiese di San Polo e di San Trovaso: fra le più impressionanti e famose.

Al secondo piano, alla pittura religiosa di temi devozionali e dimensioni più contenute si accompagneranno alcuni tra i massimi capolavori della ritrattistica tintorettesca e della pittura profana – introdotta dai cromatismi accecanti e le vibrazioni tonali del San Giorgio uccide il drago della National Gallery di Londra – con prestiti di assoluta eccezionalità quali il malinconico e galante Venere, Vulcano e Marte dell’Alte Pinakothek di Monaco o, tra le storie bibliche, la versione viennese della Susanna e i vecchioni, ove la fanciulla è raffigurata in tutto lo splendore della sua bellezza e luminosità di un nudo che si accompagna all’amorevole minuzia con cui il maestro veneziano descrive i mille particolari della scena.

La mostra, che raccoglierà una quarantina di opere scelte per la loro rappresentatività a comporre un racconto visivo capace di illustrarne l’eccezionalità dell’universo pittorico del grande maestro veneziano, sarà arricchita da una sezione straordinaria per raccontare anche il mondo artistico con cui Tintoretto si confronta e che con lui, a sua volta, si misura, a partire dal dibattuto rapporto con il grande Tiziano rappresentato dalla grande Pala con l’Annunciazione della chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. Qui, opere di maestri di area veneta (e non solo, come nel caso dell’olandese Lambert Sustris che si formò a Venezia tra Tiziano e Tintoretto ed El Greco, spagnolo ma di origine cretese, trasferito a Venezia), da Schiavone a Paolo Veronese, a Parmigianino, Jacopo Bassano o il meno conosciuto Giovanni Demio.

Accompagnerà la mostra un catalogo scientifico edito da Skira.

 

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