Venturino Venturi (1918-2002). Dentro il labirinto

Venturino Venturi, “Elans dans l’espace”, gesso policromo, 1949, 37 x 59, Archivio Venturino Venturi
Venturino Venturi, “Elans dans l’espace”, gesso policromo, 1949, 37 x 59, Archivio Venturino Venturi

Il Museo Diocesano di Milano ospita l’antologica di Venturino Venturi (1918-2002), singolare protagonista del Novecento che proprio a Milano ha vissuto un’intensa stagione creativa.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 3 ottobre al 24 novembre 2013,  presenterà 59 opere, tra sculture, carte e bozzetti, realizzate dall’artista toscano tra la metà degli anni Quaranta e la fine del secolo scorso.

Il legame tra Venturi e Milano ha avuto inizio nell’immediato dopoguerra, accolto con favore dalle punte più avanzate della cultura meneghina. Venturi avvertì il vivace fermento artistico della città frequentando con assiduità la Galleria del Naviglio di Carlo Cardazzo, e fu testimone della svolta spazialista.

Invitato dallo stesso Fontana a sottoscrivere il Manifesto, Venturi non volle schierarsi, pur prestando anche negli anni a venire molta attenzione ai temi dello Spazialismo, del quale condivideva la positiva tensione espressiva.

Proprio a Milano, dov’ebbe modo di avvicinarsi al lessico delle Spirali di Crippa e dei tagli di Fontana, Venturi elaborò una propria via all’astrazione, che caratterizzerà la sua successiva produzione.

La mostra, curata da Paolo Biscottini, è accompagnata da un catalogo edito da Allemandi.