Edvard Munch in mostra a Palazzo Ducale di Genova

Andy Warhol Self-Portrait with Skeleton's Arm (After Munch), 1984 Screenprint on Lenox, cm 81,30 x 101 Museum Board © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013
Andy Warhol Self-Portrait with Skeleton’s Arm (After Munch), 1984 Screenprint on Lenox, cm 81,30 x 101 Museum Board © The Andy Warhol Foundation
for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013

Palazzo Ducale di Genova dedica ad Edvard Munch, in occasione dei 150 anni della nascita, una mostra che resterà aperta al pubblico dal 6 novembre 2013 al 27 aprile 2014 (prorogata fino al 4 maggio 2014).

Il percorso espositivo racconta lʼevoluzione artistica di Munch attraverso 80 opere e un racconto diviso in 8 sezioni.

Nella prima e nella seconda sezione esposte le sue opere giovanili nate sotto il segno della scuola. I suoi paesaggi sono talvolta naturalisti, talvolta di derivazione impressionista. I suoi volti veritieri, con una punta di austerità e una sorta di domanda trattenuta dagli sguardi fermi ma indagatori. Eppure anche in questi primi autoritratti si scorge lʼintenzione di indagare la psiche, di sottoporre la propria immagine a uno scrutinio.

La terza sezione raccoglie le incisioni, Vampiri e Madonne di un solo istante, dagli occhi tragici, fissi, malinconici. I colori predominanti sono il rosso e il nero, ovvero la vita e la morte.

La quarta sezione racconta il Simbolismo che Munch conosceva bene e di cui si è servito in alcuni suoi lavori. Ma, per il tratto e lo stile personalissimo che ne ha fatto, per certi versi lo ha reso lʼapripista dellʼEspressionismo. Memore della lezione di Gauguin, reinventa la natura che per lui “è lʼopposto dellʼarte; è il mezzo non il fine”.

La quinta sezione raccoglie le opere della parentesi “luminosa” quando nel 1904 Munch trascorre gran parte dellʼinverno a Lubecca presso la famiglia del dottor Max Linde. Dai Linde Munch trova un ambiente familiare che non gli è stato dato di conoscere fino a quel momento. Esegue il ritratto dei genitori e dei loro quattro figli. Schizza il giardino e la dimora dei Linde e le statue che la circondano. Ritrae i figlioletti singolarmente, e tutti e quattro insieme. Prova a essere un uomo e un pittore normale.

La sesta sezione illustra lʼopera di Munch durante lʼeremitaggio nella sua tenuta di Ekely. Nel 1930 una malattia agli occhi lo conduce alla quasi cecità e in questo ultimo periodo lavora su molti autoritratti, come se cercasse di scoprire in primo luogo il senso della sua esistenza.

Le ultime sale illustrano lʼuniverso femminile Munchiano. Egli, recluso nella sua tenuta di Ekely, continuerà a dipingere corpi femminili fino alla fine della propria vita.

In mostra anche 6 opere realizzate da Andy Warhol ispirate alla produzione dellʼartista norvegese. I soggetti rappresentati sono la Madonna, l’Autoritratto, L’Urlo ed Eva Mudocci, l’amata violinista presente in tante sue opere.
Promossa dal Comune di Genova e dal Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, l’esposizione è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE ed è curata da Marc Restellini – direttore della Pinacoteca di Parigi.