Seduzione etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum

G. van Wittel Basilica e Piazza San Pietro, XVII secolo Olio su tela, 74x127 cm Norfolk, Holkham Hall

Palazzo Casali di Cortona (AR) ospita dal 21 marzo al 31 luglio 2014 (prorogata fino al 30 settembre 2014)  la mostra “Seduzione etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum”, curata da Paolo Bruschetti, Bruno Gialluca, Paolo Giulierini, Suzanne Reynolds e Judith Swaddeling.

In esposizione oltre 150 opere tra reperti etruschi, dipinti, disegni, documenti antichi, oggetti d’epoca, manoscritti e volumi che ricostriuscono la nascita dell’etruscologia moderna nel XVIII secolo e la passione degli anglosassoni e dell’Europa per gli Etruschi.

La mostra, dopo un tuffo nel clima del Grand Tour settecentesco, ripercorre la figura di Coke cultore dell’antico e i suoi soggiorni in Italia, nel corso dei quali il giovane visitò musei e gallerie, collezionò opere d’arte e libri antichi, commissionò disegni e dipinti, sviluppando un interesse crescente per la civiltà etrusca.

Grazie ai prestiti che giungono dalla residenza del Viscount Edward Thomas Coke, si potranno ammirare – accanto a documenti relativi al viaggio – le preziose edizioni miniate del Tito Livio acquistate in Francia dal Coke.

Quindi una selezione dei disegni in cui il giovane “turista” fece riprodurre monumenti e antichità ammirati nei suoi viaggi e gli acquerelli e i dipinti che volle portarsi in Inghilterra.

In mostra anche una replica della “Visione di Enea nei Campi Elisi” di Conca: una delle sei opere ispirate a Livio e a Virgilio commissionate da Coke, in cui il futuro conte di Liecester volle farsi ritrarre nelle sembianze di Orfeo o dello stesso Virgilio.

È in questo clima appassionato, ricostruito anche attraverso piante e vedute delle città, volumi e guide turistiche del tempo e il manoscritto originale di Thomas Dempster, con la custodia che ripropone lo stemma dei Liecester.

Satuette votive di pregevolissima fattura, urne, bronzi, ceramiche, gioielli, steli votive lontane dalla terra d’origine da centinaia di anni offriranno una carrellata di testimonianze eccellenti della cultura etrusca.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Skira, è promossa dal MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, dal British Museum e da Halkam Hall, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.