Festival Biblico, il Cardinale Ravasi inaugura la decima edizione

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Cardinale Gianfranco Ravasi

Cardinale Gianfranco Ravasi

Giungono le prime anticipazioni sul Festival Biblico che si terrà in diverse località del Veneto dal 22 maggio al 2 giugno 2014. Sarà, infatti, il Cardinale Gianfranco Ravasi a inaugurare la manifestazione che quest’anno, giunta alla decima edizione, ha per tema “Le Scritture, Dio e l’uomo si raccontano”.

L’apertura di Ravasi, che terrà la prolusione nella Cattedrale di Vicenza il 22 maggio alle 21.00, dà così il via agli eventi in tutte le città. «Quando dieci anni fa parlammo a Monsignor Ravasi dell’idea di fare un festival culturale che avesse al centro la Parola di Dio, non solo ci appoggiò, ma ci dette un incoraggiamento molto significativo tanto che ci tenne ad essere presente per ben 4 anni di seguito – spiega Don Roberto Tommasi, Presidente del Festival Biblico insieme a Don Ampelio Crema –. Ecco perché ci sembrava significativo inaugurare il Decennale con la sua prolusione. Inoltre, la sua presenza, come eccellente biblista, come Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e come colui che sta facendo un lavoro mondiale straordinario sul Cortile dei Gentili arricchirà la proposta della manifestazione. Siamo davvero onorati che sia lui ad aprire il festival».

Oltre a Vicenza, Verona e Padova, quest’anno si aggiungerà, come città del Festival, anche Rovigo. Nei giorni del 23, 24 e 25 maggio 2014 Rovigo aprirà strade, piazze e palazzi alla Parola. Mostre e concerti, conferenze e meditazioni, visite guidate, spettacoli teatrali, stand librari e di associazioni, attività creative rivolte ai più giovani e degustazioni in piazza, permetteranno a tutti di trovare un proprio spazio per proporre e proporsi.

«Dopo l’aggregazione di Padova e Verona quest’anno anche Rovigo vuole essere parte attiva del Festival Biblico, rivitalizzando alcune preziose radici della propria identità e cultura – spiega il Comitato Organizzatore di Rovigo -. Attraverso la valorizzazione di potenzialità, talora nascoste e a compartimenti stagni, di ricchezze umane, sociali, culturali, economiche, spesso sconosciute ai più, vogliamo offrire spunti di riflessione su possibili scenari futuri di sviluppo della terra polesana seguendo i valori più alti. Ecco perché abbiamo coinvolto tutte quelle realtà culturali, sociali, economiche e religiose che hanno mostrato il desiderio di mettersi in gioco e diventare protagonisti attivi, per fare di Rovigo un territorio che vuol mostrarsi qual è, al di fuori di stereotipi banali o riduttivi: ricco di storia, di bellezze artistiche e naturali uniche, di potenzialità culturali ancora da scoprire, sicuri che “la virtù rivoluzionaria della cultura può portare ad un rinnovamento sociale, economico e politico”, per parafrasare Adriano Olivetti».

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