Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il concilio di Trento

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Ambito lombardo (?), Pala delle anime del Purgatorio (particolare), secondo quarto sec. XVII

Il Museo Diocesano Tridentino ospita dal 7 marzo al 29 settembre 2014 la mostra “Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il concilio di Trento“, a cura di Domizio Cattoi e Domenica Primerano.

In esposizione una settantina di opere, molte delle quali mai esposte prima, provenienti da numerose chiese del Trentino, da importanti musei del territorio e da altre istituzioni pubbliche italiane.

Il percorso espositivo, si apre con una sezione introduttiva di carattere storico documentario. Vi sono esposte alcune edizioni a stampa della Sacra Scrittura, a partire dalla prima Bibbia corredata di illustrazioni pubblicata in Italia nel 1489 fino alla celebre Bibbia Sisto-clementina del 1592. Una sequenza di Bibbie in lingua latina, italiana e tedesca, stampate sia in ambito cattolico sia protestante.

Si entra poi nel merito delle problematiche discusse al concilio con l’’edizione a stampa dei decreti (1564) e con esemplari dei principali trattati dedicati alle immagini, in particolare quelli più noti di Giovanni Andrea Gilio, Carlo Borromeo, Gabriele Paleotti e Jan van der Meulen o Vermeulen, conosciuto come Molanus. Il focus si concentra inoltre sui temi della censura e della proscrizione del nudo attraverso gli esempi celeberrimi del Giudizio universale di Michelangelo e della Cena in casadi Levi di Paolo Veronese, richiamati in mostra attraverso due grandi stampe dell’’epoca.

Vengono quindi indagati i riflessi sulla produzione artistica del territorio trentino in un’’epoca compresa tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, un periodo in cui dalle elaborazioni del tardo Manierismo si passò progressivamente all’’affermazione del Barocco.

Accanto alla produzione di carattere devozionale, vengono esposte opere dal contenuto dottrinale più complesso, interpretabili quali risposte polemiche alle contestazioni della Riforma in merito ai temi più dibattuti della dottrina, tra gli altri quelli dell’’Eucaristia e del Purgatorio.

La mostra espone opere realizzate da artisti di rilievo che transitarono in Trentino tra la fine dell’’evento conciliare e la metà del XVII secolo, tra gli altri Paolo e Orazio Farinati, Felice Brusasorci, Jacopo Palma il Giovane, Martino Teofilo Polacco, Francesco Frigimelica, Fra Semplice da Verona, Donato Mascagni e Pietro Ricchi.

L’esposizione è promossa dal Museo Diocesano Tridentino in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici, librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento e con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento.

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