6Artista – In mostra al Macro le opere dei vincitori del concorso

Opera di Helena Hladilová
Opera di Helena Hladilová

In una piccola sala del Macro, a Roma, campeggia un’enorme installazione color crema, a forma di muro dalla superficie tridimensionale. L’opera blocca il passaggio, attira il visitatore, lo conduce a sé.  Anche senza conoscere il funzionamento artistico della scultura, si è quasi indotti a toccare, a sprofondare  sulla superficie. Si fa fatica a resistere, poi si vede qualcuno dei visitatori che si avvicina ed affonda letteralmente le mani scomponendo e plasmando la materia a suo piacimento.  Altri lo seguono, e poi ancora i nuovi visitatori appena entrati. Cedo anch’io, segno l’opera, lascio traccia del mio gesto. È una tentazione irresistibile, una spinta alla partecipazione artistica insistente, quasi magnetica.  L’opera descritta è di Helena Hladilová che si è lasciata ispirare dalla esperienza dei writing urbani, che agiscono sui muri creando una sorta di opera grafica che si forma nel tempo, attraverso il passaggio ed il segno di tutti i writing intervenuti.

Siamo, come detto, al Museo di Arte Contemporanea di Roma, durante il vernissage dei vincitori della quarta edizione di 6Artista, a cura di Marcello Smerilli.
Un premio nato nel 2009 promosso dall’Associazione Civita e dalla Fondazione Pastificio Cerere, grazie al sostegno della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma – nato con l’obiettivo di supportare la crescita professionale dei giovani artisti under 30 che vivono in Italia. Un appuntamento molto atteso perché offre alle nuove generazioni di artisti un percorso formativo di alto livello culturale, finalizzato al loro inserimento nel mondo dell’arte, attraverso un’esperienza di studio e di lavoro in Italia e all’estero.

I vincitori di questa edizione sono Davide Stucchi ed Helena Hladilová.

Davide Stucchi concentra i suoi sforzi partendo dal concetto di usura e danneggiamento dell’opera d’arte.  Egli vede in questo un fenomeno in grado di aprire un nuovo feticismo rispetto all’oggetto artistico e alla sua trasmissione. Per questa mostra l’artista ha, dunque, scelto di enfatizzare l’azione di usura sulle opere esposte, secondo un’attitudine ironica. Mentre l’ Hladilová presenta una scultura formata da pannelli di legno, collocati nello spazio con il quale gli spettatori possono interagire lasciando evidenza del loro passaggio.

«La mia opera è composta da tredici pannelli di legno ognuno di diversa misura ricoperti di plastilina bianca – ha dichiarato Helena Hladilová -. Ho pensato la scultura come un muro sul quale è permesso al visitatore di modellare, toccare, plasmare. All’inizio era tutto liscio ricoperto di plastilina, già dopo mezz’ora dall’apertura della mostra si presentava in modo diverso, plasmato dal visitatore. Come succede nelle città che ho visitato, ad esempio Parigi e Roma,  dove i writing scrivono sul muro, poi arrivano altri e sullo stesso muro riscrivono. Questa tecnica si chiama capping».

Al termine della mostra, il 18 maggio 2014, i pannelli saranno smontati e rimarranno tanti quadri, ognuno diverso dal precedente perché diversi sono stati i segni lasciati da coloro che hanno visitato l’esposizione.

Diego Pirozzolo