Principi immortali. Fasti dell’aristocrazia etrusca a Vulci

Principi immortaliLe sale al piano nobile del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma dal 29 aprile al 29 giugno 2014 ospitano la mostra “Principi immortali. Fasti dell’aristocrazia etrusca a Vulci”.

L’esposizione costituisce l’occasione per presentare al pubblico il corredo della Tomba delle mani d’argento, il ritrovamento venuto alla luce in occasione di uno scavo condotto nell’ambito di un intervento di valorizzazione avviato nella necropoli dell’Osteria a Vulci.

La Tomba delle mani d’argento, databile intorno al 640-620 a.C., si distingue per la monumentalità e per essere articolata in un lungo corridoio (dromos) di accesso e in tre camere funerarie che contenevano i resti di almeno tre individui. La sepoltura prende il nome dall’eccezionale rinvenimento, tra gli oggetti di corredo, di due preziose mani in argento lavorate a sbalzo e con una lamina d’oro applicata sulle unghie di tre dita. Le mani sono riconducibili ad una statua realizzata in materiali diversi. Queste statue accompagnavano nel rituale funerario gli esponenti di alto rango della società vulcente con l’intento di compensarne simbolicamente la perdita della corporeità e farli assurgere, sublimandone la morte, ad una dimensione ormai eroica ed immortale. Nell’esposizione sono presenti altri elementi legati alla statua, in particolare numerosi oggetti di ornamento posti a decorare vesti funebri cerimoniali. Indicano l’altissimo rango dei defunti anche alcuni finimenti di cavallo e resti di un carro.

Vulci e il suo territorio hanno restituito nel tempo altri esempi di statue: quelli di Marsiliana d’Albegna, assieme a quelli della Tomba del carro di bronzo di Vulci in esposizione permanente al Museo Etrusco di Villa Giulia, provengono da contesti ricostruibili e si datano tra gli inizi ed il secondo quarto del VII secolo a.C..
L’esposizione presenta anche altri oggetti rarissimi che documentano le relazioni che Vulci intratteneva con diverse regioni del Mediterraneo, come l’eccezionale esemplare di scarabeo-sigillo egizio, simbolo della rinascita del dio Sole, riferibile al faraone Bocchoris, che regnò alla fine dell’VIII secolo a.C..