Alpi, luoghi da sogno. Proiezioni e progetti utopici nelle Alpi

Charlotte Perriand e Guy Rey Millet, Atelier di architettura di montagna, La Cascade, Les Arcs 1600, Savoia, Francia, 1968-1969

Merano Arte (Merano – BZ) ospita dal 30 maggio al 7 settembre 2014 la mostra “Alpi, luoghi da sogno. Proiezioni e progetti utopici nelle Alpi“.

L’esposizione presenta 22 progetti di architetture possibili nel contesto della regione alpina ideati nel corso degli ultimi 100 anni da grandi esponenti dell’architettura internazionale.

I progetti di architetture vanno dalla colonia del Monte Verità (1900), ai sanatori, agli alberghi, alle stazioni della funivia pensati da noti architetti quali Adolf Loos, Marcel Breuer, Bruno Taut, Franz Baumann, Henry Jacques Le Même, Jean Prouvé, Charlotte Perriand, fino a ricomprendere il recente progetto per un bivacco d’alta quota di Ross Lovegrove (2009).

Tra i progetti di architetti italiani: la “Torre Balilla di Sauze d’Oulx, Colonia montana FIAT (1937) di Vittorio Bonadè Bottino e il progetto della stazione della funivia al Furggen, Breuil-Cervinia, Valle d’Aosta (1950-53) di Carlo Mollino. Progetto messo a punto ma non effettivamente realizzato quello per la rete funiviaria sulle Dolomiti (1941-42) di Gio Ponti.

Un plastico delle Alpi introduce al tema dell’architettura utopica nel contesto alpino; un filmato presenta brevemente i progetti esposti e ne individua la collocazione geografica.

Lungo una parete scorrono varie citazioni e immagini di diversi viaggiatori delle Alpi. I riferimenti partono da Petrarca, proseguono con Burnet, Shaftesbury, Haller, Rousseau, Goethe, Burke, Nietzsche, Chateaubriand, sino ad arrivare a Bruno Taut. Attraverso delle cuffie collegate ad uno schermo, il visitatore può ascoltare direttamente e per esteso alcuni dei brani citati, illustrati visivamente dalle illustrazioni delle edizioni originali.

Le opere dei vari architetti sono state riprodotte in modelli presentati in mostra su semplici piedistalli, icone progettuali di diverse epoche. I modelli sono affiancati da fotografie che ritraggono i diversi edifici e i loro progetti, così come da manifesti legati al contesto storico specifico che caratterizzava il progetto. Alcuni video approfondiscono e contestualizzano ulteriormente i progetti, talvolta prendendo in considerazione gli stessi sistemi costruttivi delle architetture per evidenziare il carattere utopico e visionario degli edifici, oltre l’incredibile forza di volontà necessaria per costruire in alta quota, spesso in condizioni estreme.