Hostia di Nicola Verlato al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone

Hostia è un progetto che Nicola Verlato ha realizzato appositamente per il museo di Lissone. L’esposizione, aperta al pubblico dal 10 maggio al 22 giugno 2014, e ispirata alla tragica morte  di Pier Paolo Pasolini sulla spiaggia di Ostia, è stata pensata come uno spiegamento – nello spazio e nel tempo – di un grande dipinto che è anche il luogo da cui si origina tutta la mostra. Alla stregua di una pala d’altare, il dipinto rappresenta il corpo di Pasolini mentre attraversa a ritroso la propria vita, passando nell’inferno del mondo fino alla sua infanzia. In primo piano vediamo un imberbe Pasolini seduto sulle ginocchia della madre, intento a scrive i suoi primi versi al cospetto di Petrarca e di Ezra Pound; il primo assiste al miracolo della nascita di un poeta che dona la vita all’arte, il secondo può finalmente riposare dopo aver (invano) rovesciato il senso del mondo affinché la poesia potesse rifiorire.

Disseminati nell’allestimento, alcuni piccoli dipinti rivelano altri aspetti connessi alla narrazione di questo grande dipinto. Sulla parete concava del museo si sviluppa invece un enorme disegno a carboncino, immaginario frammento di un Grande Fregio che immortala scene di violenza evocanti le atmosfere di Salò, con figure ignude che lottano tra loro. Una scultura a dimensioni reali, che ritrae in modo estremamente realistico Pasolini, è sospesa al centro della sala. La scultura e il fregio introducono lo spettatore nello spazio in cui ha luogo questa rappresentazione; si tratta di un edificio che l’artista ha concepito a guisa di monumento e/o mausoleo. Completa l’esposizione un brano musicale che interpreta in chiave sinfonica i “Canti pisani” letti da Pasolini nella dimora veneziana di Pound.