Eros tra arte e letteratura – “Sensi e doppio senso”, romanzo di Franca Marino

Copertina del libro Sensi e doppio sensoDopo Cinquanta sfumature di grigio di E.L.James ecco un altro libro, il romanzo Sensi e doppio senso di Franca Marino (editrice Grafosud, Rossano 2013), che ci fa meditare sull’utilizzo dei canoni dell’erotismo in letteratura e nell’arte in genere. Che vi sia una domanda di mercato per quanto riguarda opere in cui si cerca di catturare il lettore attraverso scene e dialoghi in cui dominano richiami alla sfera dei sensi è un dato innegabile. D’altronde una richiesta del genere vi è sempre stata, dall’antichità classica fino ai nostri giorni (cfr.Paul Englisch, L’eros nella letteratura, Garzanti 1976).  Ma il romanzo della Marino Sensi e doppio senso, va oltre e si pone come un’opera che spinge a riflessioni sul significato di atto estetico, di atto magico e di fatto sociale, infatti spinge in modo particolare a discorsi sulla letteratura erotica e sull’importanza della donazione totale e sempre nuova nella partecipazione passionale all’amplesso erotico, oltre che a discorsi sul valore di questo sotto l’aspetto dei rapporti sociali.

Quello della letteratura erotica è anche un campo vasto e minato per vari motivi. Tre sono quelli principali. Il primo ed il più importante è quello di tirarsi addosso l’indignazione di ambienti autorevoli. Il secondo è quello dell’importanza della conoscenza dei confini tra il genere galante, quello puramente erotico e quello pornografico nudo e crudo (quest’ultimo appartenente alla sfera della “superstitio”). Il terzo è che la teoria dell’Eros va rivisitata dopo l’avvento delle neuroscienze e quindi della conoscenza dell’architettura del cervello e della conoscenza dei misteri della mente.

Un linguista nell’analizzare starà attento a fare i dovuti distinguo nell’uso di termini del linguaggio erotico. In particolare sarà attento a che l’autore non si sia lasciato trasportare dall’uso di vocaboli osceni. Vocaboli che, se in verità originariamente non erano affatto osceni, oggi suonano male ai nostri orecchi. Infatti, se in origine l’uomo diede un nome ai suoi organi sessuali, all’atto sessuale, alle secrezioni che ne derivano, così come a tutte le altre parti del corpo e definì le altre secrezioni senza che la pudicizia ne venisse urtata, e se i greci e i romani si esprimevano senza ritegno, oggi non è più possibile. Con l’arricchimento della lingua dovuto al linguaggio medico e con quella ricca fonte costituita dalla perifrasi, introdotta da scrittori, cioè da esseri creativi, oggi è possibile attribuire al senso comune delle parole un altro significato, ed è possibile insinuare dei doppi sensi al senso comune delle parole, dando origine ad un idioma particolare, più calzante ed ampio. In fondo l’erotismo ha sicuramente a che fare con la creatività, e, come la creatività, esso corrisponde alla capacità di creare metafore.

Quindi se creatività e linguaggio affondano le radici in una forma parziale di sinestesia, cioè in una condizione nella quale individui, altrimenti del tutto normali, sperimentano il mescolamento di percezioni pertinenti a due o più sensi, allora l’erotismo ha a che fare con la sinestesia (si legga Sinestesia e comprensione dell’arte). A lungo il fenomeno sinestetico è stato liquidato come un imbroglio o il risultato di ricordi infantili, ma oggi le neuroscienze hanno dimostrato che è reale. Questo fenomeno si verifica per l’attivazione incrociata di due regioni cerebrali che di solito sono separate. Le neuroscienze, studiando i meccanismi coinvolti nell’eziologia, cioè nelle cause che determinano questa condizione (sinestetica appunto), ci permette di incominciare a capire come il cervello elabori le informazioni sensoriali e le utilizzi per creare collegamenti astratti fra segnali apparentemente non collegati. Da qui incomincia ad essere comprensibile il perché si possano sentire i colori, gustare le forme. Da qui si può quindi spiegare l’erotismo che è carico del significato di amore totale.
Sembra certo che il fenomeno della sinestesia aiuti a fare luce sull’emergere del pensiero astratto, sull’uso della metafora e forse addirittura del linguaggio.

Se non si perviene alla sublimazione dell’erotismo, alla sublimazione dell’amplesso amoroso, questo scade in situazione impudica, oscena, scurrile, licenziosa, infatti possiamo definire osceno un libro, un quadro che è stato concepito esclusivamente a scopo di eccitazione sessuale. Non siamo nel caso di Sensi e doppio senso di Franca Marino. Non vi sono oscenità in questa opera. La Marino pone la sua attenzione e vuole porre la nostra attenzione sul significato di quello che dice e non sul doppio senso.

È indubbio che l’essenza erotica è nella parola. Ma la parola nasce carica di essenza erotica? No, l’acquisisce con l’uso. Tutto è veicolato dalla parola, dunque anche l’erotismo. Ma come avviene ciò? Secondo me quando una data parola viene collegata ad una data storia e quando una storia è narrata con espressioni, termini in situazioni toccanti.

Questo libro della Marino non appartiene né alla letteratura scurrile né alla pornografia, in esso non si parla di meretrici né di sesso a pagamento.
Alla radice di questo romanzo vi è la fame di affetto di Tina, la protagonista narrante, e di Mirko. La storia è quella di una donna di mezza età, con due figli ormai adulti e con un menage pieno di piatta e noiosa routine.
Sentite come si esprime la protagonista. “….Ed io sono veramente affamata d’amore, sentimentale e sessuale. Vorrei tanto stringermi a qualcuno, divorarlo di baci, lasciarmi percorrere dalle sue mani, circondare dalle sue braccia e farmi possedere! Perché non chiedo a mio marito? Devo impazzire prima di fare una cosa simile. Sarebbe come decidere di sfondare un muro prendendolo a testate”. (p. 18). E, infatti, sono anni che gli occhi di Tina e quelli del marito non si cercano più.
Tina scrive un romanzo alla cui protagonista dà il nome di Rossana, la cui storia riceve successo ed è usata come soggetto di una fiction, ed è in effetti quella che la Marino fa raccontare a Tina.
Si tratta dell’inizio di un rapporto nuovo, quello con Mirko, più giovane di lei e separato, anche lui con un’esperienza matrimoniale alle spalle.
Questa volta il legame è chiaro. Lei dice a Mirko: “Libera scelta, dunque, massima scelta. Tu starai con me solo se è quello che più desideri. Se maturi l’idea del tradimento, non farlo; dimmi semplicemente e chiaramente che non ti stimolo più, che magari pur amandomi, senti il bisogno di sperimentare altro”. (p. 431)
Interessante il tema, accattivanti la trama, la struttura e lo sviluppo del racconto che presenta una storia, quella di Tina (protagonista narrante) e di Mirko, con richiami ad un’altra storia simile e parallela, quella di Rossana, dovuta alla fantasia di Tina, la quale è presentata quindi anche come autrice di successo. Chiara la psicologia dei personaggi della storia. Una moglie con la gioia di vivere e un marito privo di slanci e appagato dalla quotidianità e sicuro che tutto gli è dovuto in caso di bisogno. Sicuramente intensi ed intelligenti i dialoghi. Gradevole e scorrevole la lettura.

Rinaldo Longo