Firenze | Luigi Ghirri. L’immagine impossibile

Luigi Ghirri, San Giovanni in Persiceto Bologna 1991-92, Serie Ciclo Pittorico di Piazza Betlemme, 1991-92, 36X24 cm, stampa cromogenica da negativo 6X7 cm, Courtesy Galleria Poggiali e Forconi
Luigi Ghirri, San Giovanni in Persiceto Bologna 1991-92, Serie Ciclo Pittorico di Piazza Betlemme, 1991-92, 36X24 cm, stampa cromogenica da negativo 6X7 cm, Courtesy Galleria Poggiali e Forconi

La Galleria Poggiali e Forconi di Firenze presenta dal 18 ottobre 2014 al 20 gennaio 2015 una rassegna dedicata a Luigi Ghirri, a cura di Angela Madesani.

In esposizione oltre venti fotografie di uno dei maestri della fotografia del XX secolo: un artista, un teorico dell’arte, un organizzatore culturale, un editore, un protagonista fondamentale del panorama della fotografia e dell’arte in Italia a partire dagli anni Settanta.

Le immagini selezionate, datate fra gli anni Settanta e l’inizio degli anni Novanta, provengono da alcune serie dell’artista emiliano, in particolare da Piazza Betlemme, Il giardino di tutti, Paesaggio italiano; sono inoltre presenti alcune immagini provenienti da altri cicli di lavori come Topographie – Iconographie, Still Life, I Teatri di Reggio Emilia, Il Museo dell’Astronomia di Bologna.

Protagonisti della personale, sono soprattutto i paesaggi e l’architettura, costanti dell’iconografia ghirriana in cui l’orizzonte è come ampliato. Le prospettive mostrate da Ghirri sono reali, ma anche artificiali, in una dimensione di apparente quanto gradevole semplicità, a cui tutti si possono accostare con facilità.

Nelle fotografie presentate, centrale è la presenza di immagini dedicate ai giardini; specialmente a quelli di Reggio Emilia, di cui sono in mostra alcuni scatti, che funzionano come una sorta di inventario. Lo stesso Ghirri, infatti, definisce il giardino come “un enorme abbecedario della natura, come il luogo appartato, nelle città, dove si mescolano in una misteriosa sospensione tempo e spazio, organizzazione razionale e forme libere” .

I suoi paesaggi superano gli stereotipi stilistici più comuni e l’identità della sua ricerca si pone in rapporto ai mutamenti radicali del mondo contemporaneo che Ghirri ha vissuto con grande intensità percependo con sottile intelligenza anche le trasformazioni che sarebbero avvenute dopo la sua scomparsa.