Tiepolo. I colori del disegno – Mostra ai Musei Capitolini di Roma

Giambattista Tiepolo, Vasi, penna e inchiostro bruno, inchiostro diluito bruno, su traccia di grafite, mm 189x240, Trieste, Civico Museo  Sartorio, inv. 1913
Giambattista Tiepolo, Vasi, penna e inchiostro bruno, inchiostro diluito bruno, su traccia di grafite, mm 189×240, Trieste, Civico Museo Sartorio, inv. 1913

È dedicata a Giambatista Tiepolo, tra i maggiori protagonisti dell’arte del Settecento, ma anche ai suoi figli Giandomenico e Lorenzo, la mostra allestita ai Musei Capitolini di Roma, aperta al pubblico dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015.
L’esposizione, curata da Giorgio Marini in collaborazione  con Massimo Favilla e Ruggero Rugolo, che offre, tra l’altro, l’occasione di ammirare alcune opere poco conosciute, è, in particolare, un omaggio alla natura multiforme del disegno del grande artista veneziano. La sua straordinaria visione pittorica trova, infatti, il naturale momento fondante nel disegno. Il carattere progettuale della pratica del disegno,  ma anche le sue valenze di studio, di analisi compositiva o di documentazione, gli consentirono di organizzare e dirigere la diversificata attività della sua singolare bottega familiare. Tiepolo guidò a diverse finalità anche l’attività grafica dei figli Giandomenico e Lorenzo, in quello che fu l’ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier d’arte.

Le quattro sezioni della mostra riuniscono disegni e una scelta di acqueforti secondo nuclei tematici salienti.

Nella prima sezione, Idea, progetto, composizione: i paradigmi della figura, si può cogliere la “meccanica” del disegno. Nelle opere esposte in questa sezione già si intravede il tratto morbido della sua pittura. Ne danno ampia testimonianza in mostra L’Annunciazione e L’Olimpo.

L’ironia, ulteriore aspetto del mondo poliedrico di Giambattista Tiepolo, è la protagonista della seconda sezione, Caricatura ed esotismo: i caratteri dell’ironia. Fanno parte di questa sezione la Testa di Orientale e la Caricatura di gentiluomo con tricorno sotto il braccio e spadino.

Il tema della terza sezione della mostra è Visioni d’Arcadia: paesaggio, natura e mito. Si tratta di appunti di taccuino trasferiti sulla carta per cogliere, en plein air, gli effetti della luce  dell’aria sulle cose. Sono esposti in questa sezione i Cani levrieri, che si ritroveranno anche nei suoi dipinti, e il Cavallo in un paesaggio con edifici, realizzato da Giandomenico.

Infine, la quarta sezione, All’antica: decorazione e design, raccoglie gli esempi che meglio rappresentano l’attenzione ai dettagli che sempre caratterizzò l’opera di Tiepolo. Esempio ne sono in mostra i Vasi.

Ai disegni si aggiunge una selezione di dipinti, di Giambattista e dei figli Giandomenico e Lorenzo, con il compito di introdurre e in qualche modo rappresentare gli esiti pittorici di ciascuna tipologia grafica. Alcuni molto noti, come La Tentazione di Sant’Antonio, o come L’Abramo e i suoi figli, realizzato da Giandomenico, altri invece riemersi o riconosciuti solo dalle ricerche più recenti.

Le opere, oltre 90 disegni dal prevalente carattere di “fogli d’album” data la loro tipica natura “di lavoro”, provengono in larga misura dal ricco fondo Sartorio dei Musei Civici di Trieste, cui si affiancano disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e altri dalle collezioni riunite nel secondo Ottocento a Firenze dagli studiosi Herbert Percy Horne, Frederick Stibbert e Stefano Bardini, ora conservate negli omonimi musei fiorentini. Un’ulteriore selezione arriva dal  Museo di Bassano del Grappa e da una raccolta di fogli veneziani del Settecento riunita dal pittore Italico Brass.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Sovrintendenza Capitolina, ed è prodotta e organizzata dall’Associazione Culturale MetaMorfosi e da Zetema Progetto Cultura.