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Il Piccio in mostra alle Gallerie Maspes di Milano

Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Flora, olio su tela 54 x 44 cmLe Gallerie Maspes di Milano ospitano, dal 29 maggio al 28 giugno 2015, una mostra dedicata a Giovanni Carnovali detto il Piccio, tra i maggiori maestri della pittura europea dell’Ottocento.

L’esposizione si sofferma sulla maturità del Piccio, attraverso una selezione di dodici capolavori, disposti secondo un percorso cronologico e tutti provenienti da collezioni private.

Il percorso, in grado d’indagare le sue tematiche più riconoscibili, come l’autoritratto, il ritratto, il paesaggio, la rappresentazione mitologica e la scena religiosa, si apre con Paesaggio con bagnanti (1846), opera un tempo annoverata tra i capolavori della collezione Finazzi di Bergamo, e continua con la scena religiosa di Rebecca e il servo d’Abramo (1855 circa).
I soggetti religiosi cedono il passo a quelli mitologici, come Selene ed Endimione (1850-55), prima di tre versioni che il Piccio dedica a questa storia di origine classica ma interpretata sulla sua tela con estremo romanticismo.
Segue una versione di Agar nel deserto (1860-62), di cui si conoscono tre disegni preparatori, variante della pala d’altare d’Alzano, nota come uno dei suoi dipinti più importanti.
Capolavoro indiscusso è Ritratto di Gina Caccia (La collana verde) (1862), appartenuto alla collezione della famiglia Jucker e opera tra le più note e rivoluzionarie del Carnovali per l’istantaneità della rappresentazione: Gina Caccia ospite nella villa dei Tasca viene colta nell’attimo in cui, sportasi dalla soglia della casa, vede l’arrivo del pittore.
Fanciulla dormiente (1863) è l’opera-documento che attesta uno dei viaggi a Parigi dell’artista.
Inoltre, sono proposti anche i due pendant Il giudizio di Paride e Arianna consolata da Bacco (1866-88), squisiti esempi di una resa semplice e monumentale seppur in formato ridotto e un tempo facenti parte dalla collezione Finazzi di Bergamo.
Il percorso si chiude idealmente con la Madonna con il Bambino (1868-69), già nella celebre collezione Rossello, che riappare in pubblico dopo più di un secolo e con la Flora della raccolta Stramezzi di Crema eseguita nel 1871, tre anni prima della tragica scomparsa dell’artista.

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