Roma | Symbola. Il potere dei simboli – Mostra allo Stadio di Domiziano

Braciere in bronzo I secolo d.C. ; officina romana

Una straordinaria rassegna di opere e manufatti di interesse archeologico, che esplorano il tema della simbologia nell’antichità dal punto di vista delle tradizioni funerarie, politico-sociali e magico-religiose, sarà ospitata nella suggestiva area dello Stadio di Domiziano, a Roma, dal 16 ottobre 2015 al 15 aprile 2016.

In mostra oltre 200 reperti inediti di cui la maggior parte recuperata nel corso dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza a tutela dei beni culturali. Tra questi, un corpus di materiale fittile proveniente dalla stipe votiva di Pantanacci, nell’agro del Comune di Lanuvio, dove la Guardia di Finanza nel 2012 ha individuato un sito fino ad allora sconosciuto ai mappali della Soprintendenza.

Il percorso espositivo è ordinato in quattro diverse sezioni, che danno conto dell’importanza dei simboli nel mondo antico, del loro significato e della loro forte carica espressiva ed evocativa.

La prima sezione è dedicata al mondo magico-religioso, raccontato attraverso gli ex voto provenienti dalla stipe di Pantanacci, alcune statuine egizie legate al culto orientale e altre di Eracle e Mercurio. Tra le opere più singolari, sono presenti dei frammenti di tufo di una grande scultura  pertinenti alla figura del serpente sacro, e un tintinnabulum conformato a fallo, che presenta lateralmente due ali e una mano sinistra, la quale – secondo i romani –  aveva il potere di esorcizzare le paure e tenere lontano il malocchio.

“Politica e società” è il tema della seconda sezione, che è stata suddivisa in tre diversi ambiti: “L’uomo e il guerriero”, “La donna e la madre”, “Le monete”.  Tra i diversi reperti esposti figurano cinturoni, punte di lancia e uno straordinario elmo apulo-corinzio in bronzo del IV secolo a.C., con paragnatidi decorate artisticamente. E ancora, manufatti ceramici legati alla toeletta femminile, ponderali in bronzo, statue, busti e teste ritratto provenienti da siti sepolcrali. Da segnalare – tra le monete- quella con l’effige di Alessandro Magno da un lato e Zeus dall’altro, ed alcune altre decorate con simboli parlanti.
In questa sezione della mostra anche degli aes rude, una tipologia pre-monetale romana costituita da pezzi irregolari di bronzo, risalenti al V secolo a.C.

Segue la terza sezione sul mondo funerario, che propone crateri, anfore e una straordinaria rassegna di vasi di ogni foggia e ambito, legati al banchetto funebre, con lucerne, alari, unguentari e gioielli in pasta vitrea. Di estrema rilevanza, alcune iscrizioni funerarie risalenti al periodo Repubblicano e del Medio Impero, un ossario del II secolo d.C. in marmo, una serie di rari dischi da corazza del V secolo a.C.,  di produzione abruzzese, che venivano posti sul corpo del defunto come elemento decorativo, e un’antefissa etrusca risalente al V-IV secolo a.C., che presenta – all’interno – il ritratto realistico del defunto, proveniente presumibilmente dalla necropoli di Norchia,  di cui esistono altri due esemplari conservati al Museo Archeologico di Firenze.

Chiude il percorso una sezione speciale sull’alimentazione, con oggetti legati alla pratica del simposio, con vasi e piatti di produzione attica con decorazioni ipnotiche, alari per la preparazione e la cottura delle carni, vasi in bronzo, olle in vetro soffiato e un suggestivo “servizio” per il pesce, di produzione apula del IV-III secolo a.C.

La mostra, curata da Vincenzo Lemmo, è promossa dall’Associazione culturale Vicus Italicus ed è organizzata dallo Stadio di Domiziano, in collaborazione con il Nucleo Polizia Tributaria Roma della Guardia di Finanza.