La seconda guerra mondiale negli scatti dell’agenzia TASS

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L’incontro dei soldati sovietici con i francesi liberati a Berlino. Foto Mark Redkin/TASS

L’incontro dei soldati sovietici con i francesi liberati a Berlino. Foto Mark Redkin/TASS

In occasione del settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, la Casa della Memoria e della Storia di Roma ospita, dal 18 novembre 2015 all’ 8 gennaio 2016, la mostra fotografica La cronaca fotografica della Tass. 1945 – La liberazione dell’Europa dal nazifascismo, a cura dell’agenzia di stampa russa Tass e il Centro Russo Borodina-Merano, in collaborazione con ANPI Roma e Zètema Progetto Cultura.

Per ricordare la “Grande Guerra Patriottica”, com’era chiamata la guerra contro gli invasori nazisti in Unione Sovietica, l’agenzia di stampa russa TASS apre le porte dei suoi archivi storici e presenta i lavori dei suoi corrispondenti fotografici, che  testimoniano il contributo del popolo sovietico alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo.

La TASS, fondata nel 1904, è stata testimone di tutti i principali avvenimenti storici del ventesimo secolo, tra i quali la seconda guerra mondiale alla quale molti giornalisti parteciparono, partendo per il fronte oppure diventando corrispondenti dalle zone di combattimento, garantendo così un continuo flusso di informazioni per tutti i 1418 giorni e tutte le 1418 notti di guerra, dalle retrovie e dalla prima linea. In questo contesto, gli scatti dal fronte dei fotografi della TASS sono stati spesso più importanti ed eloquenti della stessa informazione, documentando tra l’altro la liberazione effettuata dai soldati dell’Armata Rossa di Austria, Bulgaria, Ungheria, Germania, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia e dei paesi dell’ex-Jugoslavia.
Negli anni 1944-1945, l’Armata Rossa sferrò 14 offensive su territorio estero alle quali presero parte all’incirca 7 milioni di persone, assicurando la liberazione completa o parziale di 11 paesi europei dal giogo nazista. I popoli europei salutarono i soldati sovietici come loro liberatori, ma il prezzo per la loro libertà fu alto: nei violenti combattimenti contro il nemico l’Armata Rossa perse oltre 3,5 milioni di soldati e ufficiali.

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