Contemporary Ceramics, mostra alle Officine Saffi di Milano

Luca Tripaldi
Una creazione di Luca Tripaldi

Quattordici artisti italiani e internazionali in mostra alle Officine Saffi di Milano in una sorta di greatest hits che offre una visione delle tendenze attuali della ceramica d’arte e anticipa le sue evoluzioni.

In esposizione i lavori di Robert Cooper (Sheffield, Inghilterra, 1949), ritenuto tra i massimi ceramisti in attività, straordinario interprete di una ricerca che sa fondere la tradizione occidentale e le esotiche suggestioni dell’estremo oriente. Un concetto di meticciato culturale su cui si orientano anche le sensuali creazioni di Martha Pachón Rodriguez (Santa Fe de Bogotà, Colombia, 1971) e su cui lavora Arcangelo (Avellino, 1956), autore di uno splendido cortocircuito temporale: nelle sue creazioni echeggiano le iconografie e le mitologie delle antiche popolazioni del bacino Mediterraneo, nella riscrittura di una comune lingua visuale che avvicina passato e presente, accorciando le distanze tra le sponde del Mare Nostrum. Dalle radici comuni a quelle individuali: è lungo il filo di una sottile sintonia che si arriva così alle opere di Luca Lanzi (Bologna, 1967), che ripensa all’iconografia del giocattolo quasi trattandola come materia archeologica.

Sono su universi opposti, invece, Alfredo Gioventù (Sestri Levante, 1952) e Christina Schou Christensen (Bornholm, Danimarca, 1973): il primo si concentra sull’analisi dell’elemento naturale, alla ricerca di un effetto mimetico di grande poesia, là dove l’altra ragiona sulle potenzialità della materia, figlia della fascinazione nei confronti del paesaggio post-industriale e del sublime artificio della creazione. Un tragitto, quest’ultimo, che trova rispondenze concettuali in quello di Michael Cleff (Bochum, Germania – 1961), che pone l’architettura, ridotta da una dimensione monumentale ad una più intima, quale punto focale del proprio lavoro.
In mostra anche lavori di Arnold Annen (Gstaad, 1952), Claudi Casanovas (Barcellona, 1956), Kati Tuominen-Niittyylä (Helsinki, Finlandia, 1947), Luca Tripaldi (Torino, 1969), Fausto Salvi (Brescia, 1965), Ann Van Hoey (Mechelen, Belgio, 1956), Simon Zsolt (Celdomolk, Ungheria, 1973), che offrono uno spaccato affascinante sull’articolata pluralità di voci all’interno del mondo della ceramica.