L’armonia della forma. Angelo Bozzola e il Movimento Arte Concreta

Angelo Bozzola, Rappresentazione concreta, 1954, tempera su carta, 32x47,2 cm. Fondazione Angelo Bozzola, Galliate
Angelo Bozzola, Rappresentazione concreta, 1954, tempera su carta, 32×47,2 cm. Fondazione Angelo Bozzola, Galliate

A Palazzo Leone da Perego di Legnano (MI) dal 28 novembre 2015 al 21 febbraio 2016 è in programma la mostra  “L’armonia della forma. Angelo Bozzola e il Movimento Arte Concreta (1948-1958)”.
La rassegna inaugura il nuovo Polo Museale dell’Alto Milanese per l’arte contemporanea che unisce in un unico progetto culturale le due sedi del MAGA di Gallarate e di Palazzo Leone da Perego di Legnano.

La mostra approfondisce il dialogo che intercorse, alla metà del secolo scorso tra il MAC – Movimento Arte Concreta, fondato a Milano alla fine del 1948, e Angelo Bozzola (1921 – 2010) che vi aderì nel 1954, diventando uno dei suoi più accreditati interpreti.
In esposizione 75 opere, tra dipinti, sculture, grafiche e oggetti di design, di Angelo Bozzola e degli artisti del MAC presenti nelle collezioni del MAGA, quali Bruno Munari, Gianni Monnet, Gillo Dorfles, Atanasio Soldati, Augusto Garau.

Il percorso inizia proprio con i lavori di questi maestri che ricostruiranno la genesi e lo sviluppo delle ricerche del movimento che si prefiggeva di sviluppare un’arte non figurativa, in opposizione sia alla pratica dell’informale sia al realismo degli artisti impegnati politicamente. Nato dall’incontro di personalità molto diverse fra di loro, il MAC non fu mai un gruppo esclusivo, chiuso in se stesso e fermo su regole e posizioni inviolabili. Al contrario, manifestò fin dall’inizio un’apertura a fronti differenti, un carattere politecnico, ricco di stimoli per chiunque si avvicinasse alla sua linea astratta. È in questo clima che Angelo Bozzola si unì al MAC, fino alla data del suo scioglimento, nel 1958.
L’esposizione darà conto delle sue prime opere “concrete”, caratterizzate da forme smussate, da ovali che traevano ispirazione da reminiscenze naturalistiche, messe a confronto con quelle coeve dei primi firmatari.
Quindi, l’attenzione si concentrerà sullo sviluppo di un concetto formale operato da Bozzola, che vide le sue sculture e i suoi dipinti della metà degli anni Cinquanta contraddistinguersi da una “forma-modulo” in bilico fra pittura e scultura, con strutture primarie che si aprono come ventagli, si moltiplicano, s’incastonano fra loro, per edificare forme sempre più articolate.
Completa il percorso una sezione dedicata al design e alla produzione di elementi d’arredo.

La mostra, curata da Chiara Gatti, è promossa dal Museo MAGA in collaborazione con La Fondazione Angelo Bozzola.