Markus Raetz, mostra a Lugano

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Markus Raetz, Hasenspiegel, 1988/2000, Filo di ferro galvanizzato, specchio, 21,5 x 20 x 60 cm © 2016 Markus Raetz, Prolitteris, Zürich - Foto: Peter Lauri, Bern

Markus Raetz, Hasenspiegel, 1988/2000, Filo di ferro galvanizzato, specchio, 21,5 x 20 x 60 cm © 2016 Markus Raetz, Prolitteris, Zürich – Foto: Peter Lauri, Bern

Il Museo d’Arte della Svizzera Italiana (MASI Lugano) nella sede espositiva al LAC Lugano Arte e Cultura, dal 30 gennaio al 1 maggio 2016, dedica una mostra all’artista bernese Markus Raetz (1941), a cura di Francesca Bernasconi.
Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione con il Kunstmuseum di Berna e il Musée Jenisch di Vevey – sedi delle prime tappe della mostra nel corso del 2014 – e a Lugano assume particolare rilevanza per la presenza di un’installazione inedita intitolata Chambre de lecture, mai presentata al pubblico prima d’ora e appositamente realizzata dall’artista per la sua prima personale in Canton Ticino.

A partire dalla fine degli anni sessanta Markus Raetz ha sviluppato un percorso creativo incentrato sulla relazione fra l’osservatore e l’opera, dando vita a un insieme coerente di lavori che si interroga (e ci interroga) sulla relatività della visione e le diverse prospettive dalle quali si può osservare il mondo.
La mostra racconta questo affascinante cammino con oltre 150 opere: parole, forme primarie, volti, oggetti che permettono di cogliere gli elementi costitutivi del suo singolare vocabolario artistico. Grazie a un approccio al tempo stesso ludico e concettuale, Markus Raetz crea incisioni, disegni e sculture in cui questi soggetti, in apparenza semplici e accessibili, rivelano la complessità della realtà che ci circonda.
Ampio spazio viene dedicato all’opera incisa di Markus Raetz, ambito artistico prediletto dall’artista.
Dalle importanti serie realizzate negli anni Settanta, quando apprende e perfeziona le principali tecniche incisorie in seguito al soggiorno presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, fino ai più recenti e meditativi studi dedicati alla difficile arte del bulino, la mostra include opere realizzate con la più grande varietà di tecniche: dall’acquaforte all’acquatinta, dalla punta secca all’eliografia.

Le sperimentazioni grafiche di Markus Raetz sono accompagnate da una parallela ricerca in ambito plastico come testimoniano le numerose sculture incluse nell’allestimento: si tratta spesso di opere che si trasformano sotto lo sguardo dello spettatore mutando aspetto, e di conseguenza significato, a seconda del punto di vista scelto. Una parola può quindi trasformarsi nel suo esatto contrario e il profilo del celebre artista Beuys apparire al tempo stesso come la sagoma di una lepre: nelle sculture di Markus Raetz coesistono gli opposti e niente è come appare di primo acchito.

La mostra

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