Un’installazione di Costas Varotsos all’Università di Salerno

Costas Varotsos - Orizzonte Due, 2016Orizzonte Due è l’imponente opera in acciaio e vetro, larga 34 m e alta 10 m, che l’artista greco Costas Varotsos ha donato al Campus di Fisciano dove, da alcuni decenni, è situata l’Università degli Studi di Salerno.
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto nazionale “L’abero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte”, curato da Achille Bonito Oliva.

La cerimonia di inagurazione è in programma lunedì 22 febbraio 2016, alle ore 12.00, presso la Sala Stampa “Biagio Agnes”. Interverranno Aurelio Tommasetti, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Achille Bonito Oliva, curatore della mostra ‘L’Albero della cuccagna’, Maria Passaro, direzione scientifica del progetto di Ateneo, e Costas Varotsos, ideatore dell’opera e progetto architettonico.

Il Campus di Fisciano conferma così la sua attenzione all’arte e all’architettura contemporanea, collocando ad uno dei suoi ingressi la scultura permanente di Costas Varotsos che segna il nuovo orizzonte dell’università campana.

«L’albero di Costas Varotsos è orizzontale, come sono orizzontali certi alberi della cuccagna di antica tradizione – afferma Maria Passaro nel catalogo edito da Skira -.  Quello di Varotsos è un nastro in acciaio ondulato, snello e sinuoso. Strisce di vetro riempiono, come acqua nei vasi, le curve che toccano la terra. L’acqua è un chiaro riferimento alla terra, da cui ogni albero trae alimento. Un’acqua simbolica o “nutrimento spirituale” per usare le parole di Varotsos, che raggiunge la stessa altezza nelle due curve creando, per l’occhio, una linea retta: un orizzonte. A ben guardare, l’opera offre più orizzonti. Perché c’è anche quello della scultura che è dinamica, flessuosa, che ha l’andamento di un tratto di curva».

L’opera di Costas Varotsos al Campus di Fisciano segna una nuova importante tappa dell’”Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte” di Achille Bonito Oliva in Campania, dopo le installazioni a Napoli di Marco Bagnoli al Museo Madre, Maurizio Elettrico a Castel Sant’Elmo, Luigi Ontani al Museo Archeologico Nazionale, Paul Renner alla Vigna San Martino/Fondazione Morra, Lorenzo Scotto di Luzio alla Fondazione Morra Greco e di Matteo Fraterno ed Emiliano Maggi alla Certosa di Padula (Sa).