Pordenone rende omaggio a Luigi Boille

Luigi Boille nel suo studioLa citta di Pordenone dedica una retrospettiva a Luigi Boille, a pochi mesi dalla sua scomparsa.
In mostra oltre 140 opere – quasi tutte concesse in prestito dall’Archivio Luigi Boille di Roma – esposte dal 16 aprile al 2 ottobre 2016 alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Armando Pizzinato (PArCo).

L’esposizione, dal titolo “Luigi Boille. Il segno infinito“, propone un percorso significativo attraverso l’arte del pittore friulano: 65 anni di ricerca – dal 1950 al 2015 – testimoniati da olii e tecniche miste su tela, tempere e grafiche. Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico International Festival Osaka/Tokyo del 1958, a cura di Michel Tapié e Jiro Yoshihara.

Luigi Boille, allontanatosi da Pordenone, dove era nato nel 1926, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e si laurea in Architettura. Dopo un soggiorno in Olanda, nel 1951 sceglie Parigi dove resterà per 16 anni.
Informale per scelta e per istinto, vicino alle esperienze francesi di quegli anni, Boille si avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive in Francia e in Italia. È di questi anni la sua partecipazione a importanti mostre come l’International Festival Osaka-Tokyo con il gruppo Gutai, a cura di Michel Tapié, La Jeune Ecole de Paris II, a cura di Pierre Restany, e Nuove tendenze dell’arte italiana, a cura di Lionello Venturi, partita dalla Rome-New York Art Foundation di Roma nel 1958 e poi approdata in altre sedi prestigiose. È Michel Tapié che lo accompagna nelle sue ricerche sull’Art autre.
Nel 1964 Luigi Boille è invitato da Lawrence Alloway a rappresentare l’Italia, insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana, al Guggenheim International Award di New York.
Il 1964 è anche l’anno della visita di Giulio Carlo Argan nel suo studio parigino, che portò al rientro dell’artista a Roma e al formarsi di un sodalizio che condusse Boille alla Quadriennale e nel, 1966, alla Biennale di Venezia.

L’esposizione, curata da Silvia Pegoraro, è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone in collaborazione con l’Archivio Luigi Boille di Roma, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Provincia di Pordenone.