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La Terra vista dallo spazio, fragilità e bellezza

Doha Qatar ©Astrium Services - La Terra vista dallo spazio
Doha Qatar ©Astrium Services

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, il 22 aprile 2016 apre al pubblico, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, la mostra “Il mio Pianeta dallo Spazio – Fragilità e Bellezza”.

L’esposizione, arricchita da due nuove sezioni dedicate rispettivamente ad atmosfera e deserti e ampliata nell’area inerente ai ghiacci e all’acqua,  offre al pubblico l’occasione di vedere il nostro pianeta con gli occhi dei satelliti, e in particolare dei nuovissimi satelliti Sentinel del sistema europeo Copernicus appena lanciati.

La mostra è un viaggio che conduce, attraverso immagini satellitari e videoinstallazioni, nei luoghi più belli e remoti della Terra.
Immagini di rara bellezza che contrastano con la realtà, che testimoniano e invitano a riflettere sulla fragilità del nostro pianeta, minacciato dal cambiamento climatico a livello globale, e su come i satelliti possano contribuire a gestirne gli effetti.
Gli occhi dei satelliti ci inviano immagini della Terra in cambiamento: ghiacciai che si sciolgono, oceani che si innalzano, foreste pluviali minacciate dalla deforestazione, inaridimento delle terre coltivate e l’incontrollato sviluppo delle megalopoli.

«Con la nuova edizione ampliata della mostra che già ha interessato per mesi i nostri visitatori, il Museo affronta con immagini e scenari di grande fascino il tema complesso e fondamentale del nostro Pianeta, della sua straordinaria bellezza e contemporaneamente della sua fragilità – dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo -. L’attenzione che dobbiamo dedicare alla natura, all’ambiente e al paesaggio ritrova forza attraverso incisive e vivide immagini. La mostra, pensata e realizzata per le scuole, le famiglie e tutti i visitatori interessati a esplorare questo tema, è grandemente immersiva e suscita sensazioni di rispetto e appartenenza. Coltivare il grande giardino del nostro pianeta è un compito per il quale dobbiamo preparare con attenzione le nuove generazioni».

L’esposizione, che è possibile visitare fino all’ 8 gennaio 2017, è divisa in sei aree tematiche: ghiacci e acqua, atmosfera, foreste, agricoltura, deserti e città.
Il progetto espositivo, curato da Viviana Panaccia, è promosso e organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)  e la Commissione Europea.

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