Marguerite e Julien, un film di Valérie Donzelli – Recensione

Una immagine del film Marguerite e Julien - La leggenda degli amanti impossibiliIl cinema di Valérie Donzelli è da sempre incentrato su un motivo ossessivo, che torna a riproporsi attraverso variazioni sottili da una pellicola all’altra: il motivo dell’amore passionale e della sua irrazionalità: l’attrazione distruttiva, spesso contrastata dalle norme sociali, che i due amanti vivono tuttavia, romanticamente, come qualcosa di irresistibile e irrinunciabile, di fatale.

Qui, prendendo spunto da una sceneggiatura inedita che Jean Gruault aveva scritto a suo tempo per François Truffaut (la vicenda è desunta da un fatto di cronaca del XVII secolo, e pare abbia ispirato al drammaturgo elisabettiano John Ford la sua tragedia più celebre: Peccato che sia una sgualdrina), si parla della relazione contro natura di due fratelli incestuosi: un argomento indubbiamente assai scottante, che però la Donzelli sceglie di trattare in modo scevro da intenti provocatori o licenziosi. Grazie al cielo, il film non celebra la violazione del tabu, né appare interessato a fornire, sulla storia narrata, indicazioni di carattere morale, psicologico o sociale.

Prendendo a modello l’impianto strutturale del cinema di genere (il film in costume), la Donzelli allestisce una messa in scena che aspira di fatto al turgore e agli eccessi del romanzesco melodrammatico, ignorando bellamente ogni preoccupazione di verosimiglianza per privilegiare il gusto del fantastico, del fiabesco. La pellicola assume allora, sin dalle prime scene, le cadenze di una favola gotica, narrata, come un racconto della buona notte, a un gruppo di bambine di un orfanotrofio; una favola che parla di due giovani eroi che, incapaci di opporsi al fuoco della loro passione, saranno vittime di un destino luttuoso.

È proprio il ricorso all’enfasi mélo a giustificare gli anacronismi che il film esibisce con una sorta di sfacciata petulanza, nonché l’impiego di stilemi capricciosi ed eterodossi, estranei alla retorica del genere (i falsi fermo immagine che d’improvviso si animano, il mélange di inserti musicali rock e brani di Vivaldi, le coloriture pop): giochini linguistici che, riproponendo una prassi espressiva cara alla cineasta francese, assecondano un’intenzione ludica e burlesca volutamente spaesante e straniante, la quale, agli occhi del pubblico meno avvezzo agli artifizi e alle fumisterie postmoderne, rischia di apparire sin troppo irritante, stucchevole e indigesta.

Nicola Rossello

Scheda film
Titolo: Marguerite e Julien – La leggenda degli amanti impossibili
Regia: Valérie Donzelli
Cast: Anaïs Demoustier, Jérémie Elkaïm, Frédéric Pierrot, Aurélia Petit, Raoul Fernandez, Catherine Mouchet, Bastien Bouillon, Samy Frey, Géraldine Chaplin, Alice de Lencquesaing, Esther Garrel
Genere: Drammatico
Durata:  103 minuti
Distribuzione: Officine Ubu
Uscita: 1 giugno 2016

Guarda il trailer del film ” Marguerite e Julien – La leggenda degli amanti impossibili ”