Home Mostre ed Eventi Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti in mostra a Trieste

Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti in mostra a Trieste

Mostra Liberty TriesteIl Castello di Miramare di Trieste, nelle sedi delle Scuderie e del Museo storico, ospita, fino al 7 gennaio 2018, alcune delle più affascinanti realizzazioni del Liberty (o Art Nouveau) ceco ed europeo.

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Dal Museo di arti decorative di Praga, una selezione di 200 opere delle collezioni riporta ai tempi e ai gusti della Belle Époque in Europa.
Dalle pitture alle litografie, dai manifesti ai gioielli, dagli stupefacenti vetri alle ceramiche, dai mobili ai tessuti, dall’abbigliamento e dalla biancheria agli oggetti da tavola.

La mostra, curata da Radim Vondracek, Iva Knobloch, Lucie Vlckova con la direzione di Helena Koenigsmarkova e di Rossella Fabiani, rievoca il mondo della Belle Époque e di una borghesia che fa i conti con il progresso. Un progresso che rincorre – l’emancipazione femminile, i trasporti, le comunicazioni, la corrente elettrica – ma dal quale vuole difendersi, combattendo l’eccesso di industrializzazione e la cultura meccanizzata di massa, con il ritorno all’industria artistica e a un artigianato di pregio.

Accanto a capolavori d’arte decorativa presentati all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, sono esposte opere influenzate dalle diverse correnti di pensiero sviluppatesi all’epoca.
Accanto ad artisti del calibro di Jan Preisle e Alphonse Mucha, uno dei più importanti e rappresentativi protagonisti dell’Art Nouveau in Europa di cui la mostra presenta ben 12 opere, sono esposti a Trieste esempi delle innovazioni grafiche del viennese Gustav Klimt e di Koloman Moser. Quindi le firme nei gioielli di Emanuel Novák, Josef Ladislav Nemec e Franta Anýž; le celebri vetrerie boeme e le creazioni di Adolf Beckert e Karl Massanetz, pioniere della decorazione a freddo dei vetri; i grandi nomi di Jan Kotěra, Josef Hoffmann e Leopold Bauer, allievi della Wiener Akademie e di Otto Wagner, soprattutto per gli arredi, come pure dell’architetto Pavel Janák esponente principale dell’associazione praghese Artěl.

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Tra i capolavori di Alphonse Mucha, l’esposizione di una parte consistente (L’epoca romana e l’arrivo degli slavi) della decorazione realizzata per la sala principale del padiglione della Bosnia-Erzegovina all’Esposizione Universale di Parigi del 1900: un acquarello e colore stemperato su tela di quasi 7 metri di lunghezza per 3 e mezzo di altezza che ci immerge nell’epopea slava.

Coinvolgente poi la possibilità di vedere ricreati ambienti in stile Art Nouveau unificato – dai mobili alle decorazioni per tessuti, agli accessori, agli oggetti funzionali – secondo quel concetto di arte globale che aveva coinvolto gli sforzi creativi in diversi settori interessando sia la classe media che il ceto alto, soprattutto l’intellighenzia urbana in piccole e grandi città.

La mostra, accompagnata da un catalogo pubblicato da Marsilio Editori, è promossa dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia, dal Museo storico e parco del Castello di Miramare e dal Museo delle Arti Decorative di Praga, ed è prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie e Villaggio Globale International.

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