Enjoy, l’arte incontra il divertimento – Chiostro del Bramante, Roma

Tony Oursler, Obscura 1996/2013 - Mostra Enjoy
Tony Oursler, Obscura 1996/2013 – Mostra Enjoy

Occhi sospesi nel buio di una camera oscura ti osservano e li osservi, ti fanno luce tra le ombre, riflettono immagini, percepiscono e registrano, mentre tu ad ogni passo cambi il punto di vista: anche loro lo fanno in un continuo scorrere di pupille, colori ed immagini. Ne esci da quella stanza e vorresti rientrarvi subito, guardare negli occhi quegli occhi, ma non ne hai il tempo perché impatti in una coloratissima torta gigante di compleanno. Sembra un’istallazione allegra, festosa, conciliante, se non fosse per una certa sensazione di svilimento che sale un po’ come il retrogusto di un vino invecchiato. Lo stupore dura solo un attimo, la gioia solo un residuo di panna che sta inacidendo. Guardi meglio e ti accorgi che le candele sono spente, alcune isolate appartenenti ad una fetta di torta che non c’è più; altre inclinate, spostate dalla posizione originaria, mentre pezzi di frutta sono sul vassoio, come soldati caduti in guerra e non ancora sepolti. I colori accesi, saturi, comunicano qualcosa di vagamente inquieto che inizia a prender corpo nella mente dell’osservatore e completa il quadro percettivo. Non sentiamo più la festa, ma il fluire del tempo, o meglio il disfacimento di quello che è stato, la rappresentazione dell’attimo dopo, quando tutto è appena trascorso e quello che resta è uno scarto, una traccia anch’essa destinata a perire, a vivere un attimo successivo. L’opera in questione ha il titolo di After the Gathering 2007 di Hans Op De Beeck ed esprime in modo esemplare un aspetto della poetica dell’artista: “cercare di mettere in scena e di rivelare quello che c’è sotto lo strato superficiale”. Gli occhi sospesi sono invece un’istallazione di Tony Oursler dal titolo Obscura 1996/2013, che rappresenta l’assimilazione dell’occhio umano alla camera oscura, con le pupille e l’iride che diventano “una vera e propria estensione del sistema tecnologico e rappresentano il nostro continuo bisogno di consumare immagini e narrazioni”.

Siamo al Chiostro del Bramante, a Roma, in occasione della mostra EnJoy , l’arte incontra il divertimento, a cura di Danilo Eccher.
Tanti gli artisti esposti, Alexander Calder, Mat Collishaw, Jean Tinguely, Leandro Erlich, Tony Oursler, Ernesto Neto, Piero Fogliati, Michael Lin, Gino De Dominicis, Erwin Wurm, Hans Op de Beeck, Studio 65, Martin Creed, Ryan Gander, teamLab, raggruppati dalla scintilla ispiratrice che concepisce l’arte come un “portare altrove”, divertimento, appunto, inteso in senso strettamente etimologico.

“L’arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti – ha dichiarato Danilo Eccher, curatore -. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.

Hans Op De Beeck, After the Gathering 2007 - Mostra Enjoy
Hans Op De Beeck, After the Gathering 2007 – Mostra Enjoy

Già la mostra Love, l’arte incontra l’amore, presentata lo scorso anno negli spazi del Chiostro, aveva dimostrato una certa intelligenza e creatività nella scelta del tema e degli artisti, Enjoy è stata indubbiamente una sorpresa, per il livello esperienziale delle opere, grazie ai molti site specific presenti e per la forza che sono capaci di sprigionare, attraendo lo spettatore in un percorso di riflessione e di ricerca. Altro che divertimento, la giocosità di molte opere rappresenta una trappola, un laccio teso per spingere chi guarda, ma sarebbe più corretto scrivere chi vive la mostra, ad interrogarsi, porsi delle domande, cercare un dialogo con l’artista e con se stessi che non ha soluzioni, ma pone nuovi quesiti e spunti di riflessione.

Ed ecco il muoversi in un labirinto di camerini che riflettono di continuo la tua immagine e cercare di uscire scoprendo di volta in volta quale sia uno specchio reale e quale immaginario. Specchi come porte verso altri camerini, specchi come riflettori dell’io e spazi chiusi che bloccano l’uscita. L’opera qui si vive per davvero, perché bisogna uscire dal complesso reticolato di camerini e di specchi per continuare a visitare la mostra, per tornare alla realtà. Uno sforzo ed un divertimento, un gioco ed una ricerca, tutto lì in un luogo comune, quotidiano, dove cambiamo gli abiti e guardiamo noi stessi. L’istallazione è site specific, allestita per il Chiostro da Erlich dal titolo Changing rooms: il “cambiare stanza – dichiara Erlich – è come non tornare mai nello stesso punto da cui siamo partiti. Ė una riflessione sulla percezione dell’opera d’arte e su come l’esperienza artistica e il contatto con l’opera possano modificare la vita di ognuno di noi”.

Prodotta ed organizzata da Dart, la mostra EnJoy , l’arte incontra il divertimento potrà essere visitata fino al 25 febbraio 2018.

Diego Pirozzolo