L’intrusa, un film di Leonardo Di Costanzo – Recensione

Immagine della locandina del film L'intrusaNon metterebbe conto di parlare di un film come L’intrusa, un’operina tediosa e fasulla, diretta con mano maldestra (da un cineasta, Leonardo Di Costanzo, che pure in passato con L’intervallo ci aveva favorevolmente impressionato), a partire da una sceneggiatura sciagurata, che sproloquia di accoglienza e integrazione ricorrendo a una simbologia didascalica, di una volgarità senza scampo, e recitata come peggio non si potrebbe (viene persino da pensare che Raffaella Giordano, con quella sua dizione impossibile, sia stata scritturata in un primo tempo per recitare la parte della bambina muta e non quella della protagonista adulta…), non metterebbe conto di parlare de L’intrusa, se non fosse per l’incredibile pioggia di elogi che la critica nostrana ha riversato sul film – una critica che applaude un po’ tutto e tutti non può che suscitare diffidenza e sospetto.

Se L’intrusa è l’ennesima conferma dell’incapacità dei nuovi autori italiani di gestire una drammaturgia di una qualche ambizione, il suo successo tra i gazzettieri ci dice come certe pellicole siano lo specchio fedele dell’indigenza, la superfluità, il servilismo ideologico in cui è sprofondata, oggi, la produzione culturale del nostro Paese, la stessa che vive unicamente di generose e sconsiderate provvidenze governative.

Scegliere di fare cinema di regime e di inseguire la logica nefasta del politicamente corretto, comporta indubbiamente i suoi vantaggi.

Nicola Rossello

Scheda film
Titolo: L’intrusa
Regia: Leonardo Di Costanzo
Cast: Raffaella Giordano, Valentina Vannino, Martina Abbate, Anna Patierno, Marcello Fonte, Gianni Vastarella
Durata: 95 minuti
Genere: Drammatico
Distribuzione: Cinema
Data di uscita: 28 settembre 2017

L’intrusa – Guarda il trailer