Grazia Varisco. Allineamenti scorrevoli ricorrenti alla Triennale di Milano

Grazia VariscoLa Triennale di Milano rende omaggio a Grazia Varisco, nata ottant’anni fa nel capoluogo lombardo dove tuttora vive e lavora, con una mostra dal titolo “Grazia Varisco. Allineamenti scorrevoli ricorrenti“, aperta fino al 12 nevembre 2017.

A Milano Grazia Varisco si è formata all’Accademia di Belle Arti di Brera, condividendo con artisti e amici come Gianni Colombo, Giovanni Anceschi, Davide Boriani e Gabriele Devecchi l’esperienza del GruppoT. Ha partecipato allo sviluppo più fervido delle istanze creative degli anni Sessanta durante i quali tenne le sue prime mostre personali e collettive mentre lavorava come grafica presso la Rinascente accanto a professionisti di sofisticata cultura. Grazia Varisco ha sempre ricordato l’apporto fondamentale dei suoi incontri professionali e personali che seppe coltivare nel tempo, come quello con Bruno Munari che con le sue ricerche rappresentò un antecedente e fu quasi un fratello maggiore per gli artisti della sua generazione.

In questa occasione è desiderio di Grazia Varisco dedicare la mostra a Guido Ballo che le fu maestro, accompagnando con il suo insegnamento prima gli anni del liceo e poi quelli dell’Accademia e seppe, come pochi altri, sostenere da subito e con lucida capacità critica i primi passi dell’arte programmata e cinetica.

Lo spazio dell’Impluvium accoglie l’esposizione offrendo la simmetria della propria regola architettonica al potere che le opere di Grazia Varisco hanno sempre posseduto di creare lo spazio attorno ai propri segni, di scandire la luce e la percezione del tempo attraverso angoli e ritmi visivi. Per questo l’esposizione si sviluppa come un’installazione fortemente unitaria di opere che, sia pur realizzate in decenni differenti, intessono tra loro corresponsioni e allineamenti ricorrenti, attivati però da improvvise cesure, da angoli e tensioni interne che rilanciano continuamente la mobilità del tutto.

Le opere presenti in mostra abbracciano un arco cronologico che va dai primi anni Ottanta, con opere come gli Gnomoni, fino a lavori recenti, come le opere della serie dei Quadri comunicantie dei Ventilati del 2015.