Franco Pagetti, Tutti i confini ci attraversano – Mostra fotografica a Milano

Franco Pagetti, Baghdad, Iraq, 1 febbraio 2007 © Franco PagettiIl CMCCentro Culturale di Milano ospita, dal 6 ottobre al 21 dicembre 2017, una retrospettiva dedicata a Franco Pagetti (1950), dal titolo “Tutti i confini ci attraversano“.

La rassegna permette di incontrare da vicino la forza delle fotografie di Pagetti il cui fiuto giornalistico lo porta a essere presente nei teatri di guerra del pianeta, dall’Afghanistan al Kosovo, da Timor Est al Kashmir, dalla Palestina alla Sierra Leone e al Sud Sudan oltre che, con temi diversi, in altri paesi quali Cambogia, Laos, Vaticano, Arabia Saudita, Indonesia.

«Il linguaggio fotografico è uno strumento. Comunicare con la fotografia è davvero un modo per raggiungere gente di ogni lingua e cultura – afferma Franco Pagetti nell’intervista di Enrica Viganò in catalogo -. Da parte mia uso il linguaggio della fotografia declinato in ogni sua forma, secondo quello che voglio fare. Sono sempre foto in cui cerco di mettere me stesso, quello che sono io, quello che sono stato e forse quello che sarò».

La cifra stilistica di Franco Pagetti si riconosce per la sua capacità di trovare l’uomo dentro le situazioni più difficili e di vivere il proprio ambiente attraversato da “confinivisibili e invisibili. Secondo Pagetti, c’è sempre la persona anche nel soldato che esegue degli ordini, c’è il suo volto nell’uomo che combatte, che fugge, che soffre, che resiste.

Franco Pagetti coglie con le sue immagini i confini che ci attraversano nei monti e villaggi dell’Afghanistan, paesaggi silenziosi come quelli del pastore errante di Giacomo Leopardi, o negli scatti in bianco e nero di ritratti di uomini e donne in preghiera nelle loro case, mentre fuori imperversa la battaglia, per rivelare quella differenza tra Sciiti e Sunniti che si manifesta nel modo di pregare, o ancora negli orizzonti di muri urbani o geografici di Palestina, Irlanda, Afghanistan, e persino nel paradossale confine fragile dell’amore che ha cucito le tende colorate che campeggiano nelle vie sventrate di Aleppo, dono delle donne per proteggere i loro mariti e figli dai cecchini nemici.

La mostra, ideata da Camillo Fornasieri e curata da Enrica Viganò, è patrocinata della Regione Lombardia e dal Comune di Milano.