Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato

Autoportrait au déclencheur, Rouzat, juillet 1923, Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture – France / AAJHL, Courtesy of The CLAIR GalleryIl Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita, fino al 26 novembre 2017, la mostra ” Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato“, a cura di Angela Madesani.

Trentatré immagini, tra vintage e modern print, narrano la vita dell’alta borghesia francese a partire dalla Belle Époque: la famiglia, i viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi – da Pablo Picasso a Jean Cocteau – che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento.
La mostra presenta materiali originali provenienti dalla Donation Jacques Henri Lartigue e costituisce un’occasione di conoscenza e divulgazione della ricerca dell’artista, i cui scatti sono custoditi nelle collezioni permanenti di noti musei quali le Galeries Nationales del Grand Palais di Parigi.

L’importanza del lavoro di Lartigue non è solo di natura fotografica ma più ampiamente culturale: le sue immagini offrono un ritratto dell’alta società dall’allure inconfondibilmente francese ma anche incredibilmente vicino ai riti e ai costumi dell’aristocrazia internazionale, fatti propri dagli stessi Bagatti Valsecchi, nei medesimi anni. Le atmosfere sono quelle della Recherche di Proust: le spiagge, gli ippodromi, gli incontri mondani.
Si tratta di foto in grado di suscitare emozioni, rimandi iconografici e non solo a un mondo definitivamente scomparso.

Pittore e fotografo, Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 – Nizza 1986), rivela con chiarezza nei suoi diari cosa lo abbia spinto a fotografare: il desiderio di fissare le immagini e i momenti felici che il tempo inevitabilmente porta via. Lo fa per tutta la vita, scrivendo e fotografando il proprio mondo.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Scalpendi, è realizzata con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo ed è organizzata dal Museo Bagatti Valsecchi con il patrocinio dell’Institut FrançaisItalia.