Al Museo Diocesano di Milano l’Adorazione dei pastori del Perugino

Pietro Vannucci detto il Perugino, Adorazione dei pastori tavola, cm 263x147, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
Pietro Vannucci detto il Perugino, Adorazione dei pastori tavola (particolare), cm 263×147, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

L’Adorazione dei pastori del Perugino, il Capolavoro per Milano 2017, è esposto, fino al 28 gennaio 2018, al Museo Diocesano di Milano.
Il dipinto, una tavola di grandi dimensioni (263×147 cm), proveniente dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, è il capolavoro indiscusso della maturità di Pietro Vannucci, detto il Perugino e fa parte di un polittico eseguito per la chiesa di sant’Agostino a Perugia, su commissione dei frati agostiniani nel 1502.

La sua complessa esecuzione richiese più di vent’anni e, alla morte del pittore, mancavano ancora alcune rifiniture. Si trattava infatti di una grandiosa pala d’altare, a più scomparti e su più registri, che doveva essere alta più di otto metri e che era formata da oltre trenta tavole.
Già nel 1654 l’imponente struttura venne smontata e divisa in due parti. Da quel momento, purtroppo, cominciò la dispersione delle tavole. Molte di esse si trovano ora in Francia, a causa delle requisizioni fatte dalle truppe napoleoniche nel 1797, negli Stati Uniti, come il San Bartolomeo conservato nella città di Birmingham in Alabama, o proprio a Perugia, nella chiesa benedettina di San Pietro, dove si trova il Cristo sorretto da Nicodemo tra la Madonna dolente e san Giovanni Evangelista.

Oltre all’Adorazione dei pastori, alla Pinacoteca Nazionale dell’Umbria sono rimasti gli altri scomparti con Eterno benedicente, Profeti Daniele e David, Arcangelo Gabriele, Battesimo di Cristo, Santi Gerolamo e Maria Maddalena, e dodici scomparti della predella.
Numerosi sono stati i tentativi di ricomposizione dell’assetto originale del grande polittico.

L’iniziativa, accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana editoriale, è curata da Nadia Righi e da Marco Pierini, col patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano, del Pontificio Consiglio della Cultura, della Regione Lombardia, della Regione Umbria, del Comune di Milano e del Comune di Perugia.