Lasciare il segno, giovani fumettisti a Milano per una cultura antirazzista

Lasciare il segnoPresso la Sala delle Colonne di Fabbrica del Vapore a Milano, mercoledì 13 dicembre 2017, dalle ore 17.00, si svolge la presentazione di Lasciare il segno, il progetto realizzato da BJCEM-Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo con il contributo del Comune di Milano.

Lasciare il segno intende rendere l’arte del fumetto il mezzo ideale per incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere una cultura antirazzista fra le giovani generazioni di studenti milanesi, stimolando una lettura critica e informata dei fenomeni migratori che sta vivendo l’Italia.
Alla scoperta del fumetto, quindi, come strumento per raccontare e creare integrazione.

Un percorso coinvolgente, che ha dapprima visto protagonisti 24 studenti del Liceo Artistico Caravaggio, che hanno prodotto alcune tavole originali guidati dal fumettista cuneese Federico Manzone e dall’operatrice interculturale Flore Thoreau La Salle, per poi diventare laboratorio extrascolastico rivolto a giovani artisti del territorio milanese.

Negli spazi ex industriali di via Procaccini 4 sarà possibile incontrare i giovani artisti selezionati e gli studenti coinvolti, apprezzare le opere realizzate ed esposte in una piccola mostra e discutere della comunicazione del presente tramite la comic art insieme ai fumettisti Federico Manzone e Gianluca Costantini, capaci nelle loro opere di coniugare graphic journalism e attivismo sociale.

«Sentiamo il bisogno di parlare di Europa e di Mediterraneo, di migrazioni e di diritto di asilo per promuovere, a partire dai giovani, una cultura che abbia il rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno come sua cifra di riconoscimento – afferma la vicesindaco e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo -. Le nuove generazioni hanno molto da dirci su questi temi, a noi il compito di lasciare loro la possibilità di farlo. Promuovere la creatività giovanile è un obiettivo dell’Amministrazione comunale e oggi è un’ulteriore occasione per sviluppare percorsi di educazione alla cittadinanza attiva, offrendo spazio alla voce dei giovani, alla loro capacità di analisi, al loro sguardo sul mondo, sulla vita, sull’umanità, su loro stessi».